Tag: droga

  • Arresto per droga a Palermo: sequestrati hashish, cocaina e 12mila euro

    Arresto per droga a Palermo: sequestrati hashish, cocaina e 12mila euro

    Prosegue senza sosta da parte del Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo l’attività del controllo del territorio con particolare attenzione ai rioni del centro storico, tra cui il quartiere Borgo Vecchio. I militari del Nucleo Radiomobile, impegnati quotidianamente in una capillare azione volta al contrasto dello spaccio di droga nel capoluogo, hanno arrestato in flagranza un 33enne, palermitano, già noto alle forze dell’ordine e, denunciato in stato di libertà un 29enne, anch’egli del posto, ritenuti responsabili del reato di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente.

    L’attività, svolta anche con il supporto del Nucleo Cinofili di Palermo Villagrazia, ha avuto inizio nel corso di un ordinario controllo su strada, nel quartiere Borgo Vecchio, in prossimità di via Archimede. Nei fatti, il 33enne è stato visto davanti al portone di uno stabile con uno zaino sulle spalle e – alla vista della gazzella – avrebbe assunto un atteggiamento nervoso e circospetto, tanto da attirare l’attenzione dei militari. Un dettaglio apparentemente minimo, ma che ha attivato immediatamente l’intuito operativo dell’equipaggio che di lì a qualche istante hanno deciso di fermare l’uomo per un controllo.

    Durante le fasi di identificazione e perquisizione del 33enne – che permettevano il rinvenimento all’interno dello zaino di quest’ultimo, di ben 30 panetti di hashish del peso di 3 chili – i Carabinieri hanno udito un forte rumore, simile a quello di una porta che si chiude con decisione, come se qualcuno, all’interno dello stabile, si fosse affrettato a rientrare e chiudersi in casa alla vista delle forze dell’ordine, particolare che non è sfuggito agli investigatori.

    I militari hanno rapidamente confermato i loro sospetti, individuando l’appartamento del 29enne come quello da cui era uscito il 33enne. Questa abitazione infatti, si trovava nello stesso stabile da cui proveniva il rumore che, aveva attirato la loro attenzione. Bussando ripetutamente alla porta, i Carabinieri non hanno ricevuto risposta, nonostante fosse evidente che qualcuno si trovasse all’interno.

    Per poter accedere in sicurezza è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco che hanno collaborato all’apertura dell’abitazione. Una volta entrati i militari hanno potuto eseguire la perquisizione che ha permesso di rinvenire diverse dosi di droga e oltre 12mila euro in banconote di vario taglio, verosimilmente provento dell’attività di spaccio.

    Le operazioni di ricerca nei confronti del 33enne sono state estese anche ad un magazzino di proprietà del presunto pusher, dove, grazie anche al fiuto del cane antidroga “Ron”, sono state trovate 110 dosi tra cocaina e hashish, già confezionate e pronte per lo smercio, oltre che ulteriori 6 panetti di hashish.

    La droga sequestrata è stata trasmessa presso il Laboratorio di Analisi per le Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale di Palermo per le verifiche qualitative e quantitative.

    Il 33enne su disposizione del PM è stato tradotto presso la casa circondariale Lorusso Pagliarelli in attesa dell’udienza di convalida

  • Finti rider consegnano droga in tutta Palermo, otto arresti

    Finti rider consegnano droga in tutta Palermo, otto arresti

    Palermo – Un’ampia operazione antidroga, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, ha portato al fermo di otto persone accusate di gestire una fiorente attività di spaccio di cocaina e hashish nei quartieri di Ballarò e Vucciria. Il provvedimento, emesso dalla Procura di Palermo, si basa su gravi indizi di colpevolezza raccolti dal Gruppo Pronto Impiego della Guardia di Finanza, supportati dal concreto rischio di fuga di alcuni indagati e dalla reiterazione dei reati.

    Oltre cento finanzieri impegnati nelle perquisizioni

    Oltre cento finanzieri sono stati impiegati nell’operazione, che ha visto l’esecuzione di 17 perquisizioni tra Palermo e Villabate. Le perquisizioni hanno riguardato non solo gli otto arrestati, ora in carcere, ma anche diversi altri individui collegati all’organizzazione, la cui posizione è attualmente al vaglio dell’Autorità Giudiziaria.

    Smantellata organizzazione criminale gerarchica

    L’indagine ha smantellato un’organizzazione criminale strutturata gerarchicamente, con ruoli e compiti ben definiti per ciascun membro. Al vertice, due figure chiave, con il benestare del mandamento mafioso di riferimento, gestivano l’approvvigionamento di cocaina e hashish da canali consolidati, trattando direttamente prezzo, quantità e qualità delle sostanze.

    “Centrale operativa” gestita da affiliati ai domiciliari

    L’organizzazione si avvaleva anche della collaborazione di alcuni affiliati già sottoposti a misure cautelari. Questi, pur agli arresti domiciliari, gestivano una sorta di “centrale operativa”, ricevendo le ordinazioni telefoniche e smistandole ai pusher di strada, fungendo da intermediari e coordinando le consegne.

    Droga consegnata con finti rider in tutta Palermo

    Particolarmente ingegnoso il sistema di consegna, una sorta di “drug delivery”: i pusher, dotati di motorini o biciclette elettriche forniti dall’organizzazione, si fingevano rider di una nota piattaforma di consegne a domicilio, indossando gli zaini distintivi e consegnando la droga in tutta la città, fino a Mondello. Per minimizzare i rischi, trasportavano piccole quantità di droga per volta, effettuando numerosi viaggi e sfruttando diverse basi logistiche sparse per la città.

    Arrestato esponente di spicco della mafia nigeriana

    Tra gli arrestati, figura anche un esponente di spicco della mafia nigeriana, già noto alle forze dell’ordine e arrestato nel gennaio 2024 per tentata fuga con un passaporto falso.

    Denaro nascosto da persone incensurate

    L’organizzazione si serviva inoltre di persone incensurate per custodire la droga e il denaro, occultato in mazzette da 1.000 euro sigillate sottovuoto.

    Spaccio organizzato su tre turni con ingenti profitti

    L’attività di spaccio, organizzata su tre turni per coprire l’intera giornata, generava ingenti profitti. La domanda era talmente elevata che gli addetti alla “centrale operativa” lavoravano fino a 20 ore al giorno per gestire circa 100 cessioni quotidiane, con un guadagno stimato di oltre 3.000 euro al giorno. Durante il periodo dell’indagine, il volume d’affari dello spaccio di cocaina e hashish ha superato i 700.000 euro.

  • Partinico e Borgetto, controlli serrati dei Carabinieri: denunce e sequestri

    Partinico e Borgetto, controlli serrati dei Carabinieri: denunce e sequestri

    I Carabinieri della Compagnia della Partinico, supportati dalla Compagnia di Intervento Operativo del 12° Reggimento Sicilia, hanno effettuato un servizio di prevenzione reati e violazioni al codice della strada, istituendo posti di controllo lungo le principali arterie dei comuni di competenza.

    Deferimento di un 22enne per detenzione di marijuana

    Durante i controlli a Partinico, i militari hanno deferito in stato di libertà un 22enne, accusato di detenzione ai fini di spaccio, trovato in possesso di circa 21 grammi di marijuana.

    Deferimento di un 30enne e perquisizione domiciliare

    Analogamente, un 30enne partinicese è stato deferito in stato di libertà per detenzione ai fini di spaccio. Controllato in auto e trovato in possesso di 70 grammi di marijuana, è stato sottoposto a perquisizione domiciliare, con il supporto del locale Commissariato di P.S., che ha portato al ritrovamento di altri 145 grammi della stessa sostanza.

    Segnalazione di un 22enne per possesso di marijuana

    Un altro 22enne è stato segnalato alla Prefettura di Palermo come assuntore di sostanze stupefacenti per uso non terapeutico, essendo stato trovato in possesso di una dose di marijuana.

    Denuncia per guida in stato di ebbrezza

    Un 38enne di Borgetto, controllato a bordo della sua autovettura dopo aver effettuato manovre pericolose ad alta velocità, è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico di 1.04 g/l.

    Risultati complessivi dei controlli

    Complessivamente, sono state controllate 56 vetture, di cui una sequestrata, e 84 persone lungo le principali arterie di Partinico e Borgetto. Sono state elevate sanzioni al Codice della Strada per un totale di 1.200,00 euro.

    Analisi della sostanza stupefacente sequestrata

    Tutta la sostanza stupefacente sequestrata è stata inviata al Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo per le analisi qualitative e quantitative.

    Continuazione delle attività di controllo

    Le attività di controllo proseguiranno nei prossimi giorni e nelle settimane a venire per prevenire e contrastare la criminalità diffusa.

  • Blitz antidroga a Monreale: arrestato spacciatore high-tech

    Blitz antidroga a Monreale: arrestato spacciatore high-tech

    I Carabinieri della Stazione di Monreale, coadiuvati dal Nucleo Cinofili di Palermo – Villagrazia, hanno arrestato un 60enne del luogo, già noto alle forze dell’ordine, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo aveva installato un sistema di videosorveglianza attorno alla sua abitazione per monitorare l’arrivo di potenziali clienti e delle forze dell’ordine.

    Perquisizione e sequestro di droga

    L’operazione è il risultato di un’attività di prevenzione e contrasto al traffico di droga. I militari, dopo attenti servizi di osservazione, sono entrati nell’appartamento dell’uomo, situato al piano terra di un condominio. L’abitazione era dotata di telecamere che coprivano ogni angolo, permettendo di identificare chiunque si avvicinasse e di controllare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine. Sulla porta d’ingresso era presente anche una feritoia, probabilmente usata per la cessione della droga. Con l’aiuto del cane antidroga Ron, i Carabinieri hanno trovato 69 dosi di cocaina (circa 13 grammi), materiale per il confezionamento, bilancini di precisione e 175 euro in contanti, probabile provento dell’attività illecita.

    Arresto convalidato, spacciatore ai domiciliari

    L’uomo è stato portato davanti all’Autorità Giudiziaria per il rito direttissimo. Il Giudice ha convalidato l’arresto e disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. La droga sequestrata è stata inviata al laboratorio analisi per le verifiche del caso.

  • Operazione antidroga a Palermo: scatta la trappola

    Operazione antidroga a Palermo: scatta la trappola

    Palermo – Intensa attività di controllo da parte dei Carabinieri della stazione San Filippo Neri nel quartiere Zen 2 di Palermo. Durante un pattugliamento in via Rocky Marciano, i militari hanno sorpreso un giovane di 26 anni mentre cedeva della droga a un acquirente. L’immediato intervento ha portato al fermo di entrambi gli individui.

    Droga e contanti sequestrati

    La perquisizione del ciclomotore utilizzato dal 26enne ha rivelato un vero e proprio market della droga: nascoste sotto la sella, 17 dosi di cocaina, una di eroina, 6 di hashish e 38 euro in contanti. L’acquirente, trovato in possesso di una dose di cocaina, è stato segnalato alla Prefettura.

    Arresto in flagranza per un 48enne ai domiciliari

    Un’altra operazione ha portato all’arresto di un uomo di 48 anni, già sottoposto agli arresti domiciliari. I Carabinieri, durante una perquisizione domiciliare, hanno rinvenuto 6 dosi di hashish nascoste sul davanzale della cucina e un ulteriore quantitativo di droga, precisamente 17 dosi di hashish e 4 di marijuana, occultate all’interno del forno.

    Provvedimenti giudiziari e analisi di laboratorio

    Il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato l’arresto di entrambi gli spacciatori. Per il 26enne sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre per il 48enne si sono aperte le porte del carcere. Tutte le sostanze stupefacenti sequestrate durante le operazioni sono state inviate al Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo per le analisi di rito.

  • Misilmeri, succhiava carburante dai camion parcheggiati, scatta l’arresto a Villabate

    Misilmeri, succhiava carburante dai camion parcheggiati, scatta l’arresto a Villabate

    I Carabinieri della Compagnia di Misilmeri hanno eseguito un servizio di controllo notturno a Villabate, finalizzato alla prevenzione dei reati contro il patrimonio. Durante l’operazione, un uomo di 42 anni è stato colto in flagranza di reato mentre tentava di rubare gasolio da alcuni autocarri parcheggiati in un’autorimessa aziendale. L’uomo utilizzava tubi di plastica e un cacciavite per forzare i serbatoi dei veicoli. L’arresto è stato convalidato dal GIP del Tribunale di Palermo, che ha disposto per l’uomo l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

    Tre giovani denunciati per tentata violazione di domicilio

    Nella stessa notte, i Carabinieri hanno denunciato tre giovani, di cui due minorenni, per tentata violazione di domicilio e ricettazione. I tre, con il volto coperto, sono stati sorpresi mentre tentavano di forzare il cancello di un’abitazione a Villabate utilizzando una tenaglia. I ragazzi si sono serviti di uno scooter rubato per raggiungere il luogo del tentato furto. Il mezzo è stato recuperato e restituito al legittimo proprietario.

    Denunce per ricettazione e possesso di droga

    Durante il servizio di controllo, un 22enne è stato denunciato per ricettazione dopo essere stato sorpreso alla guida di uno scooter rubato a Palermo nei giorni precedenti. Inoltre, un 28enne è stato denunciato per possesso di un bisturi e di circa due grammi di droga, tra crack e hashish. Infine, altre quattro persone sono state segnalate alla Prefettura per uso personale di hashish e cocaina.

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  • Patto di sangue tra Cosa nostra e ‘Ndrangheta, 8 arresti e sequestro milionario

    Patto di sangue tra Cosa nostra e ‘Ndrangheta, 8 arresti e sequestro milionario

    I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per otto persone, nell’ambito di un’operazione antidroga coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. L’operazione ha portato anche al sequestro di beni per un valore di circa 1,5 milioni di euro. Le accuse, a vario titolo, riguardano associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope.

    Un narcotrafficante palermitano al centro dell’organizzazione

    L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, ha svelato un’organizzazione criminale dedita al traffico di cocaina tra la Calabria e la Sicilia. Al centro dell’organizzazione, un narcotrafficante palermitano che, in contatto con esponenti di spicco della ‘ndrangheta calabrese operanti nella Locride e nella piana di Gioia Tauro, importava ingenti quantitativi di cocaina destinati al mercato palermitano. L’organizzazione utilizzava dispositivi criptati per eludere le intercettazioni.

    Accordo per 15 kg di cocaina al mese: un giro d’affari di 10 milioni di euro

    L’attività investigativa ha permesso di ricostruire un accordo per la fornitura mensile di almeno 15 kg di cocaina, per un giro d’affari stimato in circa dieci milioni di euro all’anno. La droga, trasportata su strada da Reggio Calabria a Palermo, veniva nascosta in sofisticati doppi fondi ricavati all’interno di autovetture, spesso noleggiate, e guidata da corrieri che si alternavano mensilmente. Giunta a Palermo, la cocaina veniva stoccata nell’abitazione del capo dell’organizzazione o del nipote, per poi essere suddivisa e smerciata nelle piazze di spaccio cittadine.

    Numerosi arresti e sequestri di droga durante le indagini

    Nel corso delle indagini, sono stati eseguiti diversi interventi che hanno portato all’arresto di numerosi corrieri e al sequestro di circa 100 kg di cocaina. Questi interventi hanno consentito di ricostruire e monitorare l’intero circuito economico dell’organizzazione, documentando anche la consegna di circa 600.000 euro in contanti ai corrieri calabresi, somma prontamente sequestrata.

    Sequestro preventivo di beni per 1,5 milioni di euro

    L’analisi patrimoniale ha evidenziato una sproporzione tra i beni posseduti dagli indagati e la loro capacità reddituale. Per questo motivo, il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro. Questo provvedimento rappresenta un ulteriore colpo inferto all’organizzazione criminale, mirato a colpire le risorse economiche che alimentano il traffico di droga.

  • Maxi blitz antidroga a Palermo: 25 arresti tra Guadagna, Falsomiele e Villagrazia

    Maxi blitz antidroga a Palermo: 25 arresti tra Guadagna, Falsomiele e Villagrazia

    Ventitré persone sono finite in carcere e due ai domiciliari a seguito di un’ordinanza cautelare emessa dal Gip di Palermo. L’operazione, condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dalla Procura, ha smantellato due distinte organizzazioni criminali dedite al traffico e allo spaccio di cocaina e hashish nei quartieri di Guadagna, Falsomiele e Villagrazia. I venticinque indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio.

    Connessioni interregionali del traffico di droga

    Le indagini hanno rivelato ramificazioni interregionali dei gruppi criminali. L’organizzazione radicata a Guadagna intratteneva rapporti con analoghe strutture in Lombardia ed Emilia Romagna, regioni dalle quali provenivano le partite di droga destinate al mercato palermitano. La seconda organizzazione, operante tra Falsomiele e Villagrazia, si riforniva invece in Calabria.

    Organizzazione capillare e ingenti profitti

    Entrambe le organizzazioni avevano una struttura capillare sul territorio, garantendo una vasta rete di spaccio e generando ingenti profitti. L’efficienza delle reti di distribuzione e la quantità di droga movimentata testimoniano la portata del fenomeno criminale.

    Sequestri ingenti e arresti in flagranza

    Durante le indagini, sono stati sequestrati quasi due quintali di diverse tipologie di droga, cinque pistole e numerose munizioni. Otto persone sono state arrestate in flagranza di reato nel corso delle attività investigative. L’operazione, di vasta portata, ha richiesto l’impiego di circa cento agenti della Polizia di Stato, unità cinofile antidroga e un elicottero. L’imponente dispiegamento di forze testimonia la complessità e l’importanza dell’operazione.

  • Parlano i pentiti e parte il blitz a Palermo, colpo al mandamento di Porta Nuova: arresti

    Parlano i pentiti e parte il blitz a Palermo, colpo al mandamento di Porta Nuova: arresti

    Quattro persone sono finite in carcere a Palermo con l’accusa di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsione, lesioni personali e porto abusivo di armi da fuoco. L’operazione, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo, è il risultato di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del capoluogo siciliano su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), guidata dal procuratore Maurizio de Lucia.

    Le indagini confermano le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia

    L’indagine, durata da febbraio 2022 a dicembre 2023, ha confermato le rivelazioni di alcuni collaboratori di giustizia riguardo alle attività illecite del mandamento mafioso di Porta Nuova. Gli inquirenti hanno ricostruito le dinamiche criminali dell’organizzazione, che gestiva il traffico di stupefacenti, principalmente cocaina, imponendo il proprio controllo sulle “piazze di spaccio”.

    Violenza e intimidazione per imporre il monopolio della droga

    Gli indagati sono accusati di aver imposto, con violenza e intimidazioni, l’acquisto di cocaina a prezzi maggiorati rispetto al mercato ai dettaglianti, pretendendo anche una percentuale sui ricavi delle vendite. Tra gli episodi contestati, un pestaggio in pieno giorno ai danni di un uomo nel quartiere Zisa e minacce a mano armata contro alcuni pusher, con tanto di colpi di pistola esplosi contro un muro a scopo intimidatorio.

    Sequestrati droga e denaro durante le perquisizioni

    Durante le perquisizioni effettuate nell’ambito dell’operazione antimafia nel mandamento di Porta Nuova, i Carabinieri hanno arrestato altre due persone, un uomo e una donna, trovati in possesso di oltre mezzo chilo di hashish e cocaina, oltre a una considerevole somma di denaro in contante

  • Maxi colpo a cosa nostra, 19 condanne e il boss prende 20 anni  I NOMI

    Maxi colpo a cosa nostra, 19 condanne e il boss prende 20 anni I NOMI

    Un’operazione antidroga ha portato a 19 condanne e 8 assoluzioni a Palermo, smantellando una vasta rete di traffico di droga tra Sicilia, Calabria e Campania. L’inchiesta, condotta dai pm Bruno Brucoli e Federica La Chioma, ha rivelato l’esistenza di accordi tra i clan di Porta Nuova, Tommaso Natale e Brancaccio con la camorra e la ‘ndrangheta per il rifornimento delle piazze di spaccio palermitane.

    Michele Micalizzi, boss mafioso, condannato a 20 anni

    Michele Micalizzi, genero del capomafia Saro Riccobono, ha ricevuto la pena più severa: 20 anni di reclusione, in continuazione con una precedente condanna. Micalizzi, figura di spicco nel panorama criminale palermitano, era già stato coinvolto in passato in altre inchieste.

    Condanne per altri esponenti dei clan mafiose

    Tra gli altri condannati figurano Giuseppe Marsalone, con una pena di 15 anni e 4 mesi, e Vincenzo Vaglica, condannato a 15 anni e 6 mesi. L’operazione ha inferto un duro colpo alle organizzazioni criminali coinvolte nel traffico di droga.

    Dallo spaccio alla Kalsa a una rete criminale più ampia

    Partendo da un’indagine sullo spaccio di droga nel quartiere della Kalsa, gli investigatori sono riusciti a ricostruire una rete criminale di più ampia portata. Le indagini hanno rivelato come i clan palermitani si rifornissero di droga in Campania e Calabria, gestendo un traffico illecito di ingenti quantità di stupefacenti.

    L’operazione “Gold Green” porta a 19 condanne

    L’operazione “Gold Green”, condotta dai Carabinieri il 16 novembre 2022, ha portato all’arresto di 33 persone. Il processo, celebrato con il rito abbreviato davanti al gup Clelia Maltese, si è concluso con 19 condanne e 8 assoluzioni. Le richieste dei pm La Chioma e Brucoli sono state in gran parte accolte.

    Il ruolo di Giuseppe Marsalone nel traffico di droga

    Giuseppe Marsalone, secondo l’accusa, avrebbe gestito l’acquisto e la rivendita di hashish e cocaina tra il 2019 e il 2020. Dalle intercettazioni emerge il suo ruolo di intermediario con Michele Micalizzi, definito “il vecchio”, e i fornitori calabresi.

    Il Big Club Sport, base operativa del traffico di droga

    Il centro sportivo Big Club Sport, gestito da Marsalone, sarebbe stato utilizzato come base operativa per incontri e discussioni sugli affari illeciti. Le intercettazioni rivelano dettagli sulle dinamiche interne al gruppo criminale e le preoccupazioni di Micalizzi riguardo ai metodi dei fornitori calabresi.

    Un giro d’affari milionario e trasversale tra i clan

    Il traffico di droga gestito dai clan palermitani generava un giro d’affari milionario. L’organizzazione criminale coinvolgeva diverse famiglie mafiose, da Porta Nuova a Brancaccio, passando per lo Zen e Tommaso Natale, dimostrando la capacità di collaborare tra clan diversi per il raggiungimento di obiettivi comuni.

    Elenco dei condannati nel processo per spaccio

    I condannati nel processo sullo spaccio in tre mandamenti sono Leo Brancatisano 3 anni e 2 mesi, Claudio Caruso 1 anno e 8 mesi, scarcerato, difeso dagli avvocati Marco Clementi e Riccardo Marretta, nei sui confronti è caduta la più grave ipotesi di associazione tanto che gli è stata restituita la somma di 26 mila euro che gli era stata sequestrata, Giuseppe Ciresi 1 anno e sei mesi, Maurizio Di Fede 6 anni, 6 mesi e 20 giorni, Salvatore Di Giovanni 2 anni e 20 giorni, Francesco Failla 2 anni e quattro mesi, Christian Boncimino 2 anni, Giuseppe Gravanti 7 anni, Vincenzo La Mantia 4 mesi, Federico La Rosa 1 anni e 4 mesi in continuazione con una precedente condanna (difeso dall’avvocato Vincenzo Giambruno, è caduta la più grave accusa di associazione a delinquere), Giuseppe Marsalone (classe ’72) 16 anni, 4 mesi, 14 giorni, Giuseppe Marsalone (classe ’76) 15 anni, 4 mesi e 20 giorni in continuazione con una precedente condanna, Michele Micalizzi 20 anni, Alessandro Miceli 4 mesi, Andrea Mollica 3 anni e 2 mesi, Grazia Pace 4 anni, 5 mersi e 5 giorni, Onofrio Claudio Palma 7 anni, 6 mesi e 20 giorni, Salvatore Spataro 14 anni, 9 mesi e 23 giorni in continuazione, Vincenzo Vaglica 15 anni, 6 mesi e 20 giorni in continuazione.

    Elenco degli assolti nel processo per spaccio

    Assolti Marco Palma e Pasquale Russo, difesi dall’avvocato Giulio Bonanno, Girolamo Celesia, difeso dall’avvocato Enrico Tignini, Tommaso Nicolicchia, avvocato Riccardo Bellotta, Giuseppe Gonfalone, Salvatore Lotà, Giovanni Giardina, avvocato Antonio Turrisi, Salvatore Marsalone, difeso dagli avvocati Mario Bellavista e Fausta Catalano.