Tag: Covid19 Sicilia

  • Covid19 Sicilia, meno positivi e ricoveri ma ancora “drammatico numero di decessi”

    Covid19 Sicilia, meno positivi e ricoveri ma ancora “drammatico numero di decessi”

    I positivi in Sicilia restano stabili, diminuiscono i ricoveri ordinari e di terapia intensiva ma resta alto il numero di morti per Covid. È questo in sintesi quello che dice il report dell’ufficio Statistica del Comune di Palermo che comunica i dati diffusi domenica 6 febbraio 2022 dal Dipartimento della Protezione Civile.

    “Nella settimana appena conclusa – rileva lo statistico Girolamo D’Anneo – il numero dei nuovi positivi è rimasto sostanzialmente stabile rispetto alla settimana precedente (anche a causa di diversi riconteggi), ma è diminuita la pressione sugli ospedali: sono diminuiti i posti occupati, sia ordinari che in terapia intensiva, e sono diminuiti anche i nuovi ingressi in terapia intensiva. Rimane drammaticamente alto il numero dei decessi segnalati”.

    In dettaglio, nella settimana appena conclusa, i nuovi positivi in Sicilia sono 49.219, il 2,0% in più rispetto alla settimana precedente. E’ aumentato anche il rapporto fra tamponi positivi e tamponi effettuati, passato dal 16,1% al 17,1%. Il numero degli attuali positivi è aumentato dell’11,8%, passando da 242.444 a 270.939, 28.495 in più rispetto alla settimana precedente. Le persone in isolamento domiciliare sono 269.416, 28.582 in più rispetto alla settimana precedente.

    I ricoverati sono 1523, di cui 127 in terapia intensiva. Rispetto alla settimana precedente sono diminuiti di 87 unità (i ricoverati in terapia intensiva sono diminuiti di 13 unità). Nella settimana appena conclusa si sono registrati 59 nuovi ingressi in terapia intensiva (il 23,4% in meno rispetto ai 77 della settimana precedente). Il numero dei guariti (389.669) è cresciuto di 20.541 unità rispetto alla settimana precedente. La percentuale dei guariti sul totale positivi è pari al 58,2% (59,5% domenica scorsa).

    Il numero di persone decedute segnalato nella settimana è pari a 292 (25 in meno rispetto alla settimana precedente). Complessivamente le persone decedute sono 8790, e il tasso di letalità (deceduti/totale positivi) è pari all’1,3% (1,4% la settimana scorsa). I ricoverati complessivamente rappresentano lo 0,6% degli attuali positivi (i ricoverati in terapia intensiva meno dello 0,1%).

    Rispetto alla corrispondente settimana di un anno fa, i nuovi positivi sono passati da 5.451 a 49.219 (+802,9%), i ricoverati da 1376 a 1523 (+10,7%), i ricoverati in terapia intensiva da 178 a 127 (-28,7%), i nuovi ingressi in terapia intensiva da 73 a 59 (-19,2%), i decessi da 204 a 292 (+43,1%).

  • Covid Sicilia, 7.516 i nuovi casi, 1461 positivi nel Palermitano

    Covid Sicilia, 7.516 i nuovi casi, 1461 positivi nel Palermitano

    Torna a salire la conta dei nuovi positivi sull’Isola. Sono 7.516 i nuovi casi registrati dai laboratori nelle passate 24 ore a fronte di 41.955 tamponi. Ieri i nuovi positivi erano 3.629. Il tasso di positività sale al 18%.

    La Sicilia risulta oggi al decimo posto per numero di contagi. Gli attuali positivi sono 220.293 con un aumento di 5.510 casi. I guariti sono 1.935 mentre le vittime sono 71 e portano il totale dei decessi a 8.285.

    Sul fronte ospedaliero sono 1.662 ricoverati, con 37 casi in più rispetto a ieri; in terapia intensiva sono 158, sei in meno rispetto a ieri.

    Sul fronte del contagio nelle singole province Palermo con 1461 casi, Catania 1640, Messina 857, Siracusa 832, Trapani 420, Ragusa 916, Caltanissetta 569, Agrigento 702, Enna, 119.

  • La Sicilia passa in zona arancione, firmata la nuova ordinanza

    La Sicilia passa in zona arancione, firmata la nuova ordinanza

    Ora è ufficiale, la Sicilia da giorno 24 gennaio sarà zona arancione. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, alla luce dei dati del monitoraggio settimanale, ha firmato una nuova ordinanza che prevede il passaggio Abruzzo, FVG, Piemonte e Sicilia in arancione.

    La nuova ordinanza del cambio colori

    Zona arancione per Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Sicilia. Sono i passaggi colore annunciati dal ministero della Salute. Puglia e Sardegna, invece, in giallo. Alla luce dei dati del monitoraggio settimanale sull’andamento di Covid-19, il ministro Roberto Speranza ha firmato la nuova ordinanza che segna questi cambi di fasce di rischio.

    “Ci stiamo avvicinando alla zona arancione, perché nonostante tutti gli sforzi fatti i reparti di terapia intensiva sono pieni di persone non vaccinate che ci spingono verso questo colore”, ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, contattato dall’ANSA, poco prima che il ministro Speranza firmasse la nuova ordinanza del cambio di colori.

    Musumeci attaccato dal Pd

    “Se la Sicilia scivola verso la zona arancione è anche per le gravi responsabilità del governo regionale: disorganizzazione, mancati interventi di programmazione, addirittura siamo arrivati ad allestire in tutta fretta ospedali da campo, come se la quarta ondata non fosse più che prevedibile. In questa fase l’emergenza Covid dovrebbe essere al centro dell’azione del governo regionale, ma evidentemente Musumeci è troppo impegnato ad occuparsi della sua ricandidatura alla presidenza della Regione e non ha tempo per i problemi dei siciliani”. Lo dice Giuseppe Lupo, capogruppo del PD all’Ars a proposito delle dichiarazioni del presidente della Regione Nello Musumeci sul passaggio della Sicilia verso la zona arancione.

  • La Sicilia corre verso l’arancione, boom da Monreale a Misilmeri dopo i cenoni

    La Sicilia corre verso l’arancione, boom da Monreale a Misilmeri dopo i cenoni

    A Monreale sfiorano i 200 a Misilmeri i 150. Sono i cittadini contagiati dalla variante Omicron che sta dando filo da torcere alla tenuta delle aziende sanitarie costrette a un lavoro sovrumano. Intanto dall’Ordine dei medici giunge l’allarme. “È a rischio la tenuta sociale”. Intanto  nuovo record in Sicilia: 6.415 nuovi casi Covid in un giorno, 40 morti e più di mille ricoverati in corsia.
    La Sicilia rischia la zona arancione dal 17 gennaio, nella migliore delle ipotesi dal 24. “Con questi numeri sarà inevitabile”, ammette il governatore Musumeci. È corsa al tampone dopo i cenoni di Capodanno: quasi 60mila in un giorno.

    A Monreale sfiorati i 200 casi

    Nei Comuni del Palermitano sono in forte aumento i nuovi casi anche se quelli gravi sono relativamente inferiori rispetto a un anno fa. Merito certamente dei vaccini e della varianta Omicron che sembra essere meno aggressiva. A Monreale, per esempio, su circa 200 cittadini, solo 4 presentano sintomi gravi tali da essere necessario il ricovero in ospedale. Si tratta per lo più di non vaccinati, come conferma il sindaco Arcidiacono. Un dato significativo è quello relativo all’incidenza dei positivi su tutta la popolazione di Monreale. Si attesta al di sotto del 5%, nettamente inferiore alla percentuale dei positivi di tutta la provincia di Palermo che è dell’8,33% (il dato ufficiale d’ieri riporta 101.182 contagi). “Rispetto ai comuni con la stessa dimensione – sottolinea infatti il primo cittadino – siamo abbastanza sotto perchè abbiamo un’importante percentuale di vaccinati”.

    A Misilmeri 147

    Anche a Misilmeri peggiora la situazione. “Secondo quanto comunicato dalla direzione generale dell’ASP i nuovi positivi accertati con esito di tampone sono 43, alla data di oggi il totale dei positivi misilmeresi è di 157. I numeri dei contagiati sono purtroppo in risalita”. Questo dice il sindaco Rizzolo.

    A Carini il sindaco chiede screening di massa

    Ma preoccupa la situazione anche a Carini. Visto il costante e preoccupante incremento dei contagiati dalla variante Omicron “non può non destare la Mia preoccupazione di Sindaco e di Autorità Sanitaria della mia Comunità”, dice il sindaco Monteleone in una nota all’Asp di Palermo e alla Regione Siciliana. Il primo cittadino ha chiesto “l’attivazione di uno Screening di Massa per i Cittadini di Carini e dei Comuni appartenenti a questo distretto sanitario con priorità agli alunni e operatori scolatici, vista l’imminenza della ripresa dell’attività didattica post festività natalizie”.

    L’allarme dei Medici

    “Il peggio è arrivato, bisogna agire in fretta. La tenuta sociale sta già crollando per l’aumento rapidissimo del numero dei ricoveri e l’escalation di aggressioni contro i sanitari, anche solo verbali e non denunciate. Non manca giorno che all’Ordine dei medici non arrivino segnalazioni di pazienti esasperati e violenti. Siamo disponibili a trovare insieme soluzioni”. Così il presidente dell’Omceo di Palermo Toti Amato, componente del direttivo Fnomceo, all’assessore regionale della Salute Ruggero Razza.

    Ospedali presi d’assalto

    “Ospedali, pronto soccorso, medici di famiglia sono presi d’assalto per la paura del contagio – spiega Amato -. L’epidemia dilaga, ma la già modesta schiera di sanitari si assottiglia sempre di più. D’altra parte, se alla storica inadeguatezza del numero di medici in Sicilia, aggiungiamo l’assenza di circa 2000 medici e odontoiatri non vaccinati (rilevati da una prima stima sommaria dalla nuova piattaforma ministeriale), oltre ai positivi e in quarantena e ai 2500 professionisti che non hanno ricevuto la terza dose booster del vaccino anti-Covid (anche se oltre la metà si sono vaccinati nell’ultima settimana), è facile comprendere la condizione di stress e di paura di tutti i sanitari”. “Una situazione rovente” dice il presidente Amato, che oggi pesa in modo drammatico anche sui medici di famiglia costretti da un’ordinanza regionale “temporanea”, ma appena rinnovata, a districarsi tra i mille adempimenti burocratici per segnalare i pazienti Covid, sottraendo tempo ed energia alla cura dei pazienti, soprattutto quelli con patologie acute.

  • Nuovo boom di positivi, in Sicilia sono 6.415 e oltre 1.100 nel Palermitano

    Nuovo boom di positivi, in Sicilia sono 6.415 e oltre 1.100 nel Palermitano

    Sono 6.415 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 59.829 tamponi processati nei laboratori siciliani. Ieri i nuovi casi sono stati 3.384. Il tasso di positività scende all’11% ieri era al 17%.

    I siciliani contagiati sono 50.922

    L’isola è al ottavo posto per contagi, al primo posto c’è la Lombardia con 50.104 casi, al secondo posto il Piemonte 20.453, al terzo la Toscana con 18.868, al quarto il Veneto con 16.602, al quinto la Campania con 12.058 casi, al sesto il Lazio con 9.377 e al settimo l’Emilia Romagna con 8.773 casi. Gli attuali positivi siciliani sono 50.922 con un aumento di 5.542 casi. I guariti sono 833 mentre le vittime sono 40 e portano il totale dei decessi a 7.583.

    Sul fronte ospedaliero sono 1007 ricoverati, con 89 casi in più rispetto a ieri; in terapia intensiva sono 114, due casi in più rispetto a ieri. Nelle singole province la situazione vede Palermo con 1100 casi, Catania 1087, Messina 1222, Siracusa 227, Trapani 495, Ragusa 642, Caltanissetta 415, Agrigento 746, Enna, 481.

    L’isola verso la zona arancione

    La Sicilia rischia la zona arancione dal 31 gennaio. Il rischio è concreto per l’isola, come ha paventato oggi Musumeci. “Siamo appena entrati in zona gialla. I numeri stanno crescendo, lanciamo appelli al rispetto delle norme cosi evitiamo di andare in zona rossa”. Così il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, oggi in conferenza stampa.

    E la scuola riapre il 10 gennaio

    La riapertura delle scuole in Sicilia, dopo la pausa delle festività di fine anno, è fissata al 10 gennaio 2022. Lo ha deciso, d’intesa con il presidente della Regione Nello Musumeci e con il Dasoe dell’assessorato alla Salute, l’assessorato all’Istruzione e Formazione professionale della Regione Siciliana. “Abbiamo preso questa decisione – spiega l’assessore Roberto Lagalla – in seguito all’odierna riunione della Conferenza delle Regioni, in esito alla quale è emersa l’esigenza di acquisire uno specifico parere del Cts nazionale che, in relazione all’andamento della pandemia, sia in condizione di escludere una possibile ed eventuale ricaduta negativa sulla riapertura degli istituti scolastici”

  • La Sicilia verso la zona arancione, guerra ai novax di Musumeci, “Negano il contagio”

    La Sicilia verso la zona arancione, guerra ai novax di Musumeci, “Negano il contagio”

    Dopo la zona gialla, la Sicilia si avvia verso la zona arancione e la zona rossa. Lo ha confermato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci nel corso della conferenza stampa di questa mattina al palazzo della Regione. “Siamo appena entrati in zona gialla. I numeri stanno crescendo, lanciamo appelli al rispetto delle norme cosi evitiamo di andare in zona rossa”. Così ha detto Musumeci rispondendo ai cronisti sull’aumento dei contagi Covid nell’isola.

    Allarmante che novax rifiutano le cure

    In Sicilia crescono i ricoveri ma si tratta per la stragrande maggioranza dei casi di non vaccinati, lo ha confermato anche Musumeci in conferenza stampa. “A Palermo il 70% dei ricoverati per il Covid non è vaccinato. Il paradosso è che queste persone chiedono di non essere curate, perché negano persino l’esistenza del contagio. Rifiutano le cure mediche, questo è un dato davvero allarmante. Dobbiamo non solo lavorare per curare quelli che sono vaccinati con sintomatologia assolutamente lieve ma dobbiamo convincere i no vax a farsi curare e diventa più problematico”.

    Troppo comodo fare tamponi e dire sono no vax

    “Si vaccinino. Meno tamponi faremo e più vaccinati avremo”. Così il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, rispondendo ai cronisti a Palazzo Orleans sulla carenza di scorte di tamponi. “Il tema delle riaperture delle scuole sarà affrontato entro le prossime 24 ore, stamattina ne ho discusso con l’assessore all’Istruzione Roberto Lagalla. Attendiamo che il governo centrale faccia capire le sue intenzioni, a ore si riunirà la Conferenza Stato-Regioni, noi vorremmo che la scuola fosse l’ultimo spazio a chiudere. Fino all’ultimo minuto dobbiamo guardare alla tendenza della curva epidemiologica”, ha detto. Musumeci ha aggiunto: “Con questa tendenza di contagi la zona arancione sarà inevitabile, dobbiamo allungare più possibile la permanenza in zona gialla”

  • Aumentano i pazienti Covid, il Civico di Palermo riconverte reparto

    Aumentano i pazienti Covid, il Civico di Palermo riconverte reparto

    A Palermo tornano a crescere i ricoveri e il reparto di malattie infettive viene riconvertito in reparto Covid. Al pronto soccorso dell’ospedale palermitano anche diverse ambulanze in fila davanti ai cancelli.

    Numeri in aumento non solo dal punto di vista dei contagi ma anche delle persone che si recano in ospedale. Il pronto soccorso in questi giorni di festa ha assistito decine di pazienti positivi al Covid.

    L’ospedale Cervello intanto è pieno. Così è stato deciso di convertire di nuovo il reparto di malattie infettive dell’azienda sanitaria Arnas in reparto Covid. Una decisione per cercare di allentare la pressione sul reparto dell’ospedale Cervello che è tornato in questa quarta ondata di nuovo pieno come nei picchi della pandemia.