Tag: autopsia

  • Operaio di San Giuseppe Jato muore al Civico, l’accusa: “Incidente a Monreale sul lavoro”

    Operaio di San Giuseppe Jato muore al Civico, l’accusa: “Incidente a Monreale sul lavoro”

    Un’inchiesta è stata aperta dalla Procura di Palermo per far luce sulla morte di Mario Nardi, operaio 61enne di San Giuseppe Jato, deceduto il 23 giugno scorso all’ospedale Civico. I familiari, assistiti dall’avvocato Francesco Tranchina, dubitano che si sia trattato di un incidente stradale, come inizialmente riportato, e sospettano che la morte sia avvenuta sul lavoro a Sagana, frazione di Monreale.

    L’autopsia è stata eseguita all’Istituto di Medicina Legale del Policlinico dal medico Manfredi Rubino. Secondo i parenti, il racconto dei fatti è confuso e contraddittorio. Inizialmente si parlava di investimento stradale, poi di un incidente con un cingolato, successivamente con un pick-up e infine con un escavatore.

    La Procura indaga per omicidio colposo a carico del titolare dell’azienda dove lavorava Nardi. L’operaio, secondo quanto ricostruito, sarebbe stato trasportato in auto fino a via Ernesto Basile, dove sarebbe stato soccorso da un’ambulanza del 118. Molti gli aspetti ancora da chiarire per stabilire l’esatta dinamica dell’incidente.

  • Sara colpita da 5 fendenti, tremenda brutalità di Stefano Argentino

    Sara colpita da 5 fendenti, tremenda brutalità di Stefano Argentino

    Sara Campanella, 22 anni, di Misilmeri, è stata colpita alle spalle da Stefano Argentino con almeno cinque fendenti, al collo e alla scapola. Un ultimo colpo, inferto dopo averle reciso i vasi sanguigni, si è rivelato fatale.

    L’autopsia rivela la furia dell’aggressore

    L’autopsia, eseguita dalla professoressa Elvira Ventura Spagnolo, ha confermato la violenza e la brutalità usata dal collega di corso. Il rapporto completo sarà disponibile tra qualche settimana, ma le prime indicazioni rivelano la furia con cui Stefano Argentino si è accanito sul corpo della vittima. All’esame autoptico erano presenti anche il dottore Nino Bondì, per la famiglia Campanella, e il dottore Giuseppe Bulla, per la famiglia Argentino. Il corpo di Sara sarà restituito alla famiglia e i funerali si terranno lunedì a Misilmeri.

    Appartamento del presunto assassino sotto sequestro

    I Carabinieri hanno posto sotto sequestro l’appartamento di Stefano Argentino a Messina. L’obiettivo è quello di trovare elementi utili a ricostruire la dinamica del femminicidio. Si sospetta che il giovane, dopo l’omicidio, abbia lasciato Messina senza fare ritorno nell’appartamento. Tuttavia, gli investigatori ritengono che all’interno dell’abitazione possano essere presenti tracce utili alle indagini. Anche un coltellino pieghevole, ritrovato nei pressi del luogo del delitto, è stato acquisito dal Ris di Messina per le analisi. Si ipotizza che possa essere l’arma del delitto.

  • Sbranato dai cani Corso? L’autopsia non chiarisce le cause della morte di Salvatore Maggiore

    Sbranato dai cani Corso? L’autopsia non chiarisce le cause della morte di Salvatore Maggiore

    È stata eseguita l’autopsia sul corpo di Salvatore Maggiore. L’uomo, deceduto nella sua proprietà in contrada Malfitano, a Bagheria, presentava gravi lesioni agli arti.

    L’esame autoptico, effettuato presso l’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Palermo, ha rilevato profonde ferite su braccia e gambe di Salvatore Maggiore. Tuttavia, l’autopsia non ha potuto stabilire con certezza se l’uomo sia deceduto prima dell’aggressione canina o se le ferite riportate ne abbiano causato il decesso.

    Per chiarire la dinamica dell’evento, saranno necessari ulteriori accertamenti. Si attendono i risultati degli esami istologici e tossicologici sugli organi vitali, oltre all’analisi del DNA prelevato dai cani. Questo esame genetico sarà cruciale per verificare se le lesioni subite da Maggiore siano compatibili con i morsi degli animali.

    La salma è stata restituita ai familiari per la celebrazione delle esequie.

  • Muore dopo 17 giorni di calvario a Villa Sofia, la famiglia ora chiede la verità

    Muore dopo 17 giorni di calvario a Villa Sofia, la famiglia ora chiede la verità

    Giuseppe Barbaro, 76 anni, è deceduto il 6 gennaio all’ospedale Villa Sofia di Palermo dopo un ricovero durato 17 giorni. La famiglia, sconvolta e incredula, ha presentato un esposto alla Procura, che ha aperto un’inchiesta per fare luce sulle circostanze del decesso. I familiari raccontano a BlogSicilia un calvario iniziato con un ricovero per una frattura alla spalla e culminato tragicamente con la morte dell’uomo. Sottolineano il buono stato di salute di Barbaro prima del ricovero, confermato da esami clinici effettuati a giugno. L’autopsia, eseguita presso l’Istituto di Medicina Legale del Policlinico Paolo Giaccone, è vista dalla famiglia come un passo fondamentale per accertare la verità.

    Legato a letto e con la febbre alta

    Il genero di Barbaro, Giuseppe Marino, descrive un repentino peggioramento delle condizioni di salute del suocero dopo un iniziale miglioramento seguito al ricovero per la frattura. Il 28 dicembre, Barbaro inizia a chiamare i figli dicendo di essere stato legato al letto. Inizialmente scambiati per vaneggiamenti, i racconti dell’uomo trovano conferma il giorno seguente, quando i familiari lo trovano su una barella, spinto contro un muro, con le gambe e un braccio legati. I medici giustificano la contenzione fisica con l’agitazione del paziente. La situazione si aggrava ulteriormente quando la figlia di Barbaro riscontra una febbre alta, oltre 39°, nel padre. Solo dopo insistenze da parte dei familiari, all’uomo viene somministrato del paracetamolo.

    Valori critici di sodio e polmonite

    Dal 29 dicembre, Barbaro inizia a mostrare segni di incoscienza, che si aggiungono al quadro clinico già compromesso. Tra il 30 e il 31 dicembre, una TAC rivela la presenza di polmonite e valori critici di sodio nel sangue (ipernatremia), con un valore di 178. Il genero sottolinea l’incongruenza di questi valori con gli esami effettuati a giugno, che non presentavano anomalie. La famiglia si interroga su come sia possibile un’impennata così repentina del sodio nel sangue. Nei giorni successivi, le condizioni di Barbaro continuano a peggiorare, fino al decesso avvenuto il 6 gennaio, comunicato alla famiglia da un medico di Napoli. La causa del decesso, secondo quanto riferito, è un arresto cardiocircolatorio. La famiglia ora attende i risultati dell’autopsia, fiduciosa che possa fare chiarezza sulle cause della morte di Giuseppe Barbaro.

    La ricerca della verità

    La famiglia di Giuseppe Barbaro, profondamente addolorata e in cerca di risposte, si affida all’autopsia per far luce sulle circostanze che hanno portato al decesso del loro caro. L’esposto presentato alla Procura e l’inchiesta aperta rappresentano la speranza di ottenere giustizia e di comprendere appieno le responsabilità in questa tragica vicenda. Il racconto del genero, Giuseppe Marino, mette in luce una serie di eventi preoccupanti che hanno preceduto la morte dell’uomo, a partire dalla contenzione fisica fino ai valori anomali riscontrati negli esami del sangue. L’attesa per i risultati dell’autopsia è carica di ansia e di speranza, nella convinzione che la verità possa finalmente emergere.

  • Mamma 22enne muore improvvisamente dopo malore: disposta autopsia

    Mamma 22enne muore improvvisamente dopo malore: disposta autopsia

    Martina, 22 anni, mamma di un bambino piccolo, è morta martedì pomeriggio mentre veniva trasportata all’ospedale di Mazzarino. La giovane, residente a Riesi, ha accusato un malore durante il viaggio di ritorno da Caltanissetta, dove si era recata in mattinata in tribunale con due amici.

    Aperta un’inchiesta per chiarire le cause del decesso

    I medici del pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano di Mazzarino non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. La Procura di Gela ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia per accertare le cause della morte improvvisa. I Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela hanno sequestrato la salma e la cartella clinica.

    Nessuna ipotesi esclusa dagli inquirenti

    Al momento, gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, sebbene sul corpo della ragazza non siano stati riscontrati segni di violenza. L’autopsia chiarirà cosa è accaduto durante il tragitto di ritorno a Riesi e cosa ha provocato il malore fatale. Secondo quanto riportato, Martina non soffriva di patologie pregresse.

    Il dolore di parenti e amici

    Sui social network, parenti e amici esprimono il loro dolore e sgomento per la tragica scomparsa. “Sei volata via improvvisamente, lasciandoci sgomenti e la scia d’amore che hai lasciato accompagni e doni conforto alla tua famiglia”, scrive una parente.

  • Tragedia ad Alcamo, bimba di 6 mesi muore in culla

    Tragedia ad Alcamo, bimba di 6 mesi muore in culla

    ## Tragedia ad Alcamo: Bimba di sei mesi muore improvvisamente in culla

    Aperta inchiesta per chiarire le cause del decesso

    Una bimba di sei mesi è morta improvvisamente nella sua culla ad Alcamo, in provincia di Trapani, la scorsa settimana. La notizia è emersa solo ieri, e la Procura ha aperto un fascicolo per indagare sulle cause del decesso. Al momento, non ci sono indagati. I genitori, residenti nel centro storico di Alcamo, vicino a via Roma, hanno trasportato la piccola all’ospedale San Vito e Santo Spirito dopo averla trovata priva di vita nella culla. Come raccontato dal Giornale di Sicilia, nonostante il tempestivo intervento dei sanitari, per la neonata non c’è stato nulla da fare. Il medico legale non ha riscontrato segni di violenza sul corpo della piccola, escludendo, al momento, l’ipotesi di un decesso dovuto a cause esterne.

    L’autopsia chiarirà le cause della morte

    Per accertare con precisione le cause della morte, la Procura ha disposto l’autopsia sul corpo della bimba, che è stato sequestrato. I Carabinieri della locale stazione stanno conducendo le indagini e, al momento, l’ipotesi più accreditata sembra essere quella di una morte naturale. L’autopsia fornirà elementi cruciali per comprendere le circostanze del tragico evento e stabilire con certezza le cause del decesso.

    Il dolore dei genitori

    Il padre della piccola, un tunisino di 31 anni residente ad Alcamo per lavoro, gestisce un negozio di ortofrutta nel centro storico insieme alla moglie, coetanea. L’uomo ha espresso il suo dolore su Facebook con un toccante messaggio: “Apparteniamo ad Allah e a Lui ritorneremo. Con i nostri cuori che credono nella volontà e nel destino di Dio, mia figlia ….. è morta, Dio abbia pietà di lei, grande misericordia”. La comunità alcamese si stringe attorno alla famiglia in questo momento di profondo dolore. La tragedia ha scosso la città, lasciando sgomento e incredulità.

  • Ha mal di testa e muore mentre dorme a 15 anni, “Ora rispetto e silenzio”

    Ha mal di testa e muore mentre dorme a 15 anni, “Ora rispetto e silenzio”

    PALERMO – Il mal di testa e il senso di stanchezza. Poi ha deciso di riposare un po’ e si è addormentata. Katia però da qual sonno non si è più risvegliata. È ancora sotto choc lo Sperone per la tragedia, giunta come un fulmine a ciel sereno, che vede l’improvvisa scomparsa di Katia Spataro. Solo 15 anni. Come possono i genitori accettare una simile perdita? Un lutto così grande? Il quartiere palermitano si è riunito nel dolore alla tragica notizia. Nel rione anche diversi momenti di preghiera.

    Ha chiuso gli occhi e si  addormentata

    Dopo pranzo ha detto di avere mal di testa e di non sentirsi bene, per questo è andata a dormire. Ma K.S. non si è svegliata più. Toccherà all’autopsia spiegare cosa abbia ucciso la ragazzina di quindici anni. E’ morta nel letto della sua cameretta domenica pomeriggio. Secondo il racconto, ai genitori avrebbe detto di aver bisogno di riposare e si sarebbe distesa sul letto. Qualche ora dopo, quando il fratello ha cercato di svegliarla si è accorto che non respirava più.

    Disposta l’autopsia sul corpo di Katia

    Secondo le prime indiscrezioni, la morte sarebbe stata causata da un arresto cardiocircolatorio. Ma saranno gli esami a spiegare cosa lo abbia provocato. “Siamo di fronte a una tragedia, l’unica cosa che si può dire è che questo è un momento di dolore che merita rispetto e silenzio”. Queste le parole di don Ugo di Marzo, parroco del quartiere palermitano.

    Allo Sperone momenti di preghiera

    Subito dopo la tragedia sarebbe iniziata a girare la voce di una possibile correlazione col vaccino. Una notizia infondata. “L’aveva fatto da oltre 5 mesi”, ha specificato il sacerdote. Sarà comunque l’esito dell’autopsia a dire perché Katia è morta. Giovedì allo Sperone ci sarà un momento di preghiera per dare forza alla famiglia, compita da un così grave lutto.

    La scuola Di Vittorio di Palermo a lutto

    Dolore anche tra i compagni di scuola della giovane. “La dirigente scolastica, il corpo docente – ed in particolare i docenti del corso D – e l’intera comunità scolastica, con sgomento e profonda tristezza, si stringono all’immenso dolore della famiglia Spataro per la prematura scomparsa di Katia. Siamo affettuosamente vicini alla famiglia in questa tragica circostanza”.

  • La morte della mamma di 24 anni, la Procura apre inchiesta e dispone l’autopsia

    La morte della mamma di 24 anni, la Procura apre inchiesta e dispone l’autopsia

    E’ stata aperta un’inchiesta sulla morte di Sofia Costantino. La giovane mamma è morta ieri a Termini Imerese per cause ancora da chiarire. La Procura ha disposto l’autopsia sul suo corpo per meglio chiarire le cause che hanno portato alla morte. A ucciderla potrebbe essere stato un malore improvviso, così come sembrerebbe dalle prime indagini.

    Sofia si stava preparando per recarsi al lavoro ma si sarebbe sentita male proprio quando si trovava in bagno, luogo dove è stata ritrovata, riversa per terra, dalla madre che ha dato l’allarme. I carabinieri, giunti prima del 118, hanno constatato il decesso della giovane e la salma è stata poi trasferita al Policlinico di Palermo per l’autopsia in programma oggi.

    Il Comune di Termini Imeresa ha intanto proclamato il lutto cittadino. “Non conoscevo Sofia, se non di vista. Ma Termini non è una città grandissima e, alla fine, basta poco per sentirci tutti parte della stessa famiglia. Capisco bene, dunque, come si sente tutta la città in questo momento: stordita, incredula, impotente”. Queste le parole della Sindaca di Termini Imerese, Maria Terranova, sul prematuro decesso della giovane Sofia Costantino. “Sofia era giovanissima, bellissima – aggiunge la prima cittadina – Lascia una bambina e un’intera comunità nel dolore. Nel giorno del suo funerale proclameremo il lutto cittadino. A nome di tutta Termini Imerese mando un abbraccio ai familiari di Sofia.
    E mando un bacio a te Sofia, ovunque tu sia”.