Tag: armi

  • Progettavano una strage come Monreale, armi da guerra sequestrate a Brancaccio

    Progettavano una strage come Monreale, armi da guerra sequestrate a Brancaccio

    I Carabinieri hanno sventato una potenziale tragedia a Palermo, sequestrando un vero e proprio arsenale di armi in un’abitazione a Brancaccio. L’operazione, condotta nella giornata di ieri, ha portato al ritrovamento di un fucile a pompa carico e pronto all’uso, due revolver, un fucile ad aria compressa, due mazze ferrate e ben 217 cartucce di vario calibro. Oltre alle armi, sono state sequestrate anche 100 dosi tra cocaina e hashish. Due giovani di 25 e 26 anni, residenti a Brancaccio, sono stati coinvolti nell’operazione. Il ritrovamento dell’arsenale e il conseguente intervento delle forze dell’ordine sollevano interrogativi inquietanti sul livello di violenza presente in alcune zone della città e sulla facilità con cui i giovani riescono a procurarsi armi da fuoco.

    La vendetta per una rissa: il movente dietro l’arsenale

    Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, l’arsenale sarebbe servito per una vendetta legata a una rissa avvenuta il Primo Maggio a Cortile Chiazzese, nel quartiere di Brancaccio. Un gruppo di giovani di Falsomiele avrebbe avuto la meglio su un gruppo di Brancaccio, scatenando il desiderio di rivalsa. Questo episodio, apparentemente circoscritto, si inserisce in un contesto più ampio di tensioni tra gruppi giovanili di quartieri diversi, dinamiche che spesso sfociano in episodi di violenza. La rapidità con cui si è passati dalle mani alle armi da fuoco è un segnale allarmante che richiede un’attenta riflessione.

    L’ombra di Monreale: l’incubo di una nuova strage evitata

    Gli investigatori ritengono che l’intervento tempestivo abbia impedito una possibile strage, simile a quella di Monreale. Il ritrovamento di un fucile a pompa carico e pronto all’uso, insieme all’ingente quantitativo di munizioni, lascia immaginare le possibili conseguenze di un eventuale scontro a fuoco. L’episodio evidenzia un clima di tensione preoccupante tra i giovani in alcuni quartieri di Palermo, un clima che le istituzioni sono chiamate ad affrontare con urgenza.

  • Palermo, scoperto deposito di armi al Villaggio e un laboratorio per modificarle a Ciaculli, arrestato un uomo

    Palermo, scoperto deposito di armi al Villaggio e un laboratorio per modificarle a Ciaculli, arrestato un uomo

    I Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, nell’ambito dei controlli svolti quotidianamente nell’area metropolitana per la prevenzione e repressione dei traffici illeciti, hanno tratto in arresto un soggetto in flagranza di reato e sequestrato 14 armi da fuoco, oltre 1.400 proiettili, silenziatori, caricatori e materiale per la lavorazione e la modifica di armi di ogni tipo.

    Indagini mirate e pedinamenti

    In particolare, i Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego, impegnati quotidianamente nel servizio di vigilanza, soprattutto nei quartieri a maggior rischio criminale della città, sempre attenti ad analizzare e valutare le informazioni acquisite nell’ambito di attività di controllo del territorio, avevano avuto notizia di un soggetto in grado di reperire, assemblare o modificare qualunque tipo di arma da fuoco mettendole successivamente a disposizione della criminalità organizzata e comune.

    Allarme sociale e massima attenzione

    Alla luce anche dei recenti episodi di utilizzo di armi a Palermo che hanno visto protagoniste anche persone di giovanissima età nelle zone della movida cittadina e al conseguente allarme sociale venutosi a creare, l’attenzione sull’uomo è stata massima sin da subito e, pertanto, una volta individuato, veniva sottoposto a pedinamento per diversi giorni al fine di tracciarne i movimenti e soprattutto le frequentazioni.

    Movimenti sospetti e frequentazioni criminali

    Lo stesso veniva notato più volte intrattenersi in luoghi appartati con soggetti vicini ad ambienti criminali cittadini e quasi sempre prima o dopo gli incontri si recava in un garage sotterraneo nel quartiere Villaggio Santa Rosalia, locale non riconducibile direttamente a lui ma del quale aveva la disponibilità e al cui interno a volte si intratteneva anche per qualche ora.

    Perquisizioni e scoperta del laboratorio

    Alla luce di quanto emerso e del ricostruito profilo criminale del soggetto, con precedenti specifici in detenzione illecita di armi, le fiamme gialle hanno eseguito due perquisizioni locali, la prima nella sua residenza, una villa circondata da un grande terreno a Ciaculli, prima periferia di Palermo, dotata di telecamere a circuito chiuso su ogni lato e con arredi di particolare pregio. Qui è stato portato alla luce un vero e proprio laboratorio con banchi da lavoro, macchinari e ogni tipo di strumento necessario per modificare e assemblare armi e addirittura per incapsulare proiettili. Nel laboratorio è stata rinvenuta una pistola semiautomatica in corso di lavorazione, cartucce e alcune canne di pistola e fucile.

    Scoperta dell’arsenale

    Nel corso della seconda perquisizione, effettuata nel garage individuato dai servizi di pedinamento nel quartiere “Villaggio Santa Rosalia, è stato scoperto un vero e proprio arsenale di armi e proiettili occultati in una intercapedine ricavata nel contro-soffitto con assi di legno avvitate che coprivano tutto il tetto.

    Dettagli del sequestro

    Rimosse le assi di legno dai finanzieri, sono state rinvenute pistole, proiettili, silenziatori, caricatori.

    Elenco del materiale sequestrato

    Nel complesso sono stati scoperti e sequestrati: 14 armi da fuoco tra revolver e pistole semiautomatiche, 1431 tra cartucce, bossoli e proiettili, 8 caricatori, 4 silenziatori, 40 inneschi, buste di polvere da sparo nonché una grande quantità di parti di pistole tra castelli per revolver, tamburi, impugnature, canne e materiale vario per la fabbricazione di cartucce.

    Importanza del sequestro

    Si tratta di uno dei più importanti sequestri di armi effettuati a Palermo negli ultimi anni.

    Arresto e convalida

    L’uomo è stato quindi tratto in arresto e condotto presso il carcere Pagliarelli, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che ne ha convalidato sia l’arresto che il sequestro delle armi e di tutto il materiale rinvenuto.

    Indagini balistiche in corso

    Gli esami balistici stabiliranno se le armi sono state utilizzate in episodi delittuosi occorsi in città nel tempo o piuttosto tenute a disposizione di organizzazioni criminali per commettere ulteriori reati.

  • Maxi blitz antimafia in Sicilia: 13 arresti e arsenali di Cosa Nostra sequestrati

    L’operazione, denominata “Lua Mater”, ha portato all’esecuzione di due distinte ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 13 individui sospettati di essere affiliati alle famiglie mafiose di Pietraperzia e Regalbuto.

    Gli indagati sono accusati di una serie di reati gravi, tra cui associazione mafiosa, favoreggiamento personale aggravato, detenzione e porto abusivo di armi comuni, clandestine e da guerra.

    L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Caltanissetta, ha rivelato l’esistenza di due imponenti arsenali a disposizione di Cosa Nostra.

    Le armi, pronte all’uso, erano nascoste in luoghi sicuri e destinate ad attività criminali.

    Durante le perquisizioni, effettuate con la partecipazione di circa 180 agenti provenienti da diverse unità specializzate della Polizia di Stato, sono stati sequestrati un totale di 8 fucili, 3 mitragliatori, 9 pistole e un ingente quantitativo di munizioni.

    L’operazione “Lua Mater” rappresenta un duro colpo inferto alla criminalità organizzata in Sicilia.

    La scoperta degli arsenali e l’arresto dei presunti affiliati alle famiglie mafiose di Pietraperzia e Regalbuto testimoniano l’impegno costante delle forze dell’ordine nella lotta contro la mafia.

    L’inchiesta, coordinata dal Servizio Centrale Operativo (SCO), dalla Sezione Investigativa di Caltanissetta del Servizio Centrale Operativo (S.I.S.C.O.), dalla Squadra Mobile di Enna e dal Commissariato di Leonforte, è ancora in corso.

    Gli inquirenti stanno lavorando per accertare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti nelle attività criminali dei clan mafiosi e per ricostruire la rete di relazioni e interessi che ruota attorno alle organizzazioni criminali smantellate.