Categoria: Cronaca

  • Meteo Sicilia, caldo da allerta rossa e temporali pomeridiani

    Meteo Sicilia, caldo da allerta rossa e temporali pomeridiani

    Caldo e afa in Sicilia dove non mancano nemmeno i temporali pomeridiani. Nella giornata di oggi 3 luglio una discreta annaffiata su alcune zone interne del Palermitano dove sono caduti fino a 40 mm. Per domani prevista alta pressione stabile, con tempo buono e temperature leggermente superiori alla media. Dal pomeriggio di nuovo instabilità sparsa sulle zone interne, con temporali che potrebbero essere di forte intensità. Per questo la Protezione Civile regionale ha diramato un nuovo bollettino di allerta meteo verde.

    Il cielo si presentera’ sereno o poco nuvoloso in mattinata , con addensamenti nuvolosi pomeridiani soprattutto sulle zone interne , ove sara’ possibile qualche rovescio sparso o qualche breve temporale anche intenso, con possibili parziali e rari sconfinamenti sparsi fin sulle coste , altrove poco nuvoloso dal pomeriggio/seraLe #temperature saranno in diminuzione sui settori interni durante l’instabilità , valori di dew point alti soprattutto sui settori occidentali e meridionali I venti soffieranno deboli tra ovest e nord Ovest sul canale di Sicilia, altrove deboli di direzione variabile.I #mari risulteranno calmi o poco mossi.Domani instabilità più intensa al 90% sulle zone interne, con qualche parziale sconfinamento costiero

    La protezione civile ha anche dichiarato l’allerta verde in tutta la regioneLa Protezione civile regionale ha pubblicato oggi l’avviso n.131, valido dalle 0.00 del 4 luglio e per le successive 24 ore. Per la città di Palermo è previsto, anche per la giornata di domani, un rischio di ondate di calore di livello 3 (colore rosso). Previste temperature massime percepite di 36 gradi centigradi. Il rischio incendi previsto per domani, infine, è di pericolosità media.

  • Abusava della nipotina di 5 anni, nonno-orco di Partanna condannato a sette anni

    Abusava della nipotina di 5 anni, nonno-orco di Partanna condannato a sette anni

    Sette anni di reclusione per aver corrotto e abusato sessualmente della nipotina, che all’epoca dei fatti aveva solo cinque anni. È la pesante condanna inflitta dal tribunale di Sciacca a un 71enne di Partanna, riconosciuto colpevole di una serie di violenze commesse tra l’autunno del 2020 e l’estate del 2021. L’uomo si trovava già agli arresti domiciliari dal febbraio del 2022.

    A squarciare il velo su una vicenda agghiacciante è stata la stessa bambina, oggi di dieci anni. L’incubo è venuto a galla il 24 agosto 2021, quando i genitori, dopo averla affidata per qualche ora al nonno, sono andati a riprenderla. In quel momento la piccola, con parole semplici ma inequivocabili, ha confidato gli abusi subiti, facendo riferimento anche a episodi precedenti avvenuti l’anno prima.

    Il suo racconto, drammatico e doloroso, ha trovato poi riscontro e validazione nel delicato percorso di ascolto protetto con gli psicologi nominati dalla magistratura, i quali hanno raccolto la testimonianza della vittima.

  • C’è la data (in anticipo), fine cantieri sulla A19 Palermo-Catania fra Bagheria e Casteldaccia

    C’è la data (in anticipo), fine cantieri sulla A19 Palermo-Catania fra Bagheria e Casteldaccia

    Con largo anticipo sulla scadenza del 28 luglio, Anas annuncia che nei prossimi giorni saranno rimossi tutti i cantieri presenti nel tratto di A19 compreso fra Bagheria e Casteldaccia, come deciso nell’incontro tra il Presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, in qualità di Commissario straordinario per il coordinamento degli interventi di riqualificazione dell’autostrada A19, e l’Amministratore Delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme.

    Venerdì sera verrà portata a termine la rimozione del cantiere di Casteldaccia sulla carreggiata in direzione Catania; l’eliminazione del cantiere sulla carreggiata opposta era già stata fatta due settimane fa. Sabato sera sarà invece tolto il cantiere di Bagheria.

    Una decisione possibile anche grazie all’istituzione dei tripli turni su Bagheria. In quel cantiere si è svolta una turnazione h24, tre squadre da otto ore ciascuna, in grado di accelerare la rimozione.

    A partire da sabato sera la A19 torna così libera dalle aree di cantiere presenti nel tratto compreso fra Bagheria e Casteldaccia, in entrambe le direzioni.

    Tale misura agevolerà gli utenti in transito sulla A19 per l’esodo estivo.

    La rimozione anticipata dei cantieri è stata decisa anche per favorire gli spostamenti dell’utenza verso il capoluogo siciliano in concomitanza con l’approssimarsi il 15 luglio della festa di Santa Rosalia, Santa patrona della città di Palermo.

  • Viaggia con la famiglia e con 10kg di coca, arrestato sulla Palermo-Catania

    Viaggia con la famiglia e con 10kg di coca, arrestato sulla Palermo-Catania

    Gli agenti della polizia stradale di Buonfornello hanno arrestato un uomo di 40 anni trovato in possesso di 10 chili di cocaina.

    L’uomo è stato bloccato alla barriera dei caselli autostradali grazie al fiuto del cane anti droga. L’uomo viaggiava in auto con la famiglia. La droga era nascosta nel veicolo.

    Per l’uomo è scattato l’arresto da parte degli agenti.

  • Aggressione Vucciria Palermo: turisti canadesi picchiati e rapinati da branco

    Aggressione Vucciria Palermo: turisti canadesi picchiati e rapinati da branco

    Una vacanza in Sicilia trasformata in un incubo. Una coppia di turisti canadesi è stata brutalmente aggredita e rapinata la scorsa notte nel cuore della Vucciria, a Palermo. L’episodio di violenza si è consumato intorno all’una e trenta in via Maccherronai, mentre i due stavano rientrando nel bed & breakfast dove alloggiavano, in piazza San Domenico.

    Secondo una prima ricostruzione, i turisti sono stati accerchiati da una banda di giovani, descritti come ventenni, che li ha presi di mira senza esitazione. La donna è stata scippata della borsa e, nella concitazione, è caduta rovinosamente a terra, battendo il volto e un ginocchio. Il marito, nel tentativo di difenderla o reagire, è stato colpito alla nuca con una bottiglia di vetro.

    Ferito e sanguinante, l’uomo ha raggiunto la vicina fontana di piazza Caracciolo, un’area spesso al centro delle cronache per la movida selvaggia e la presenza di attività abusive, per cercare di lavarsi la ferita.

    Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure a entrambi. Trasportato al Policlinico, all’uomo è stato diagnosticato un trauma cranico. Nonostante la diagnosi, ha rifiutato di sottoporsi a una TAC e di accettare il ricovero. La decisione è stata dettata dalla necessità di non perdere il volo di ritorno per il Canada, previsto per la mattina seguente.

    La coppia ha così lasciato la città: lui con una vistosa fasciatura alla testa, lei con evidenti lividi e una camminata claudicante a causa della caduta. Il loro viaggio in Italia, durato tre settimane, si sarebbe dovuto concludere con quattro giorni in Sicilia, tra Cefalù e Palermo. Un finale amarissimo che lascia un’ombra sulla loro esperienza.

    Sull’episodio indaga la Polizia di Stato, che ha avviato le ricerche per identificare i componenti della banda.

  • Drammatico incidente sulla Palermo-Sciacca, uomo estratto da lamiere accartocciate

    Drammatico incidente sulla Palermo-Sciacca, uomo estratto da lamiere accartocciate

    Un violento scontro frontale si è verificato lungo la strada statale 624 Palermo-Sciacca, nel tratto che attraversa il territorio di Roccamena. Due veicoli, una Jeep Compass e un’Audi A6, sono entrati in collisione per cause ancora in fase di accertamento.

    L’impatto, di notevole violenza, ha ridotto uno dei mezzi a un ammasso di lamiere. Ad avere la peggio è stato il conducente della Jeep, un giovane di 27 anni, che è rimasto bloccato all’interno dell’abitacolo. Per liberarlo è stato indispensabile l’intervento di una squadra dei vigili del fuoco, che ha lavorato per estrarlo in sicurezza dal veicolo deformato.

    Sul luogo dell’incidente sono confluite le pattuglie dei carabinieri del nucleo radiomobile e della stazione di Roccamena, che hanno provveduto a chiudere il tratto di strada interessato. La chiusura si è resa necessaria per permettere le operazioni di soccorso e per eseguire i rilievi planimetrici, fondamentali per ricostruire l’esatta dinamica dello scontro.

    Il personale sanitario del 118, giunto con un’ambulanza, ha prestato le prime cure al 27enne e lo ha trasportato d’urgenza in ospedale. Non ha riportato conseguenze fisiche, invece, l’uomo di 56 anni alla guida dell’Audi A6.Le indagini per chiarire le responsabilità del sinistro sono state affidate ai carabinieri.

  • Porsche, villa e lusso sfrenato: sequestrati i beni dello stuntman siciliano che dichiarava zero redditi

    Porsche, villa e lusso sfrenato: sequestrati i beni dello stuntman siciliano che dichiarava zero redditi

    Una vita da nababbo ma per il fisco era nullatenente. È la storia di un siciliano arrivato fino alle vette di Hollywood come stuntman di tanti film importanti ma che poi si è dato a operazioni finanziarie che gli hanno permesso di accumulare cifre stratosferiche. La Guardia di Finanza parla di 60 milioni di euro.

    La Guardia di Finanza di Siracusa, in particolare, con il coordinamento della Procura, ha portato alla luce un sofisticato sistema di evasione fiscale internazionale. Al centro delle indagini figura l’uomo, siracusano, dal profilo singolare: uno stuntman, già noto per aver partecipato a produzioni cinematografiche hollywoodiane tra cui Batman Begins, Mission Impossible, Gangs of New York, Ocean’s Twelve, che negli ultimi anni operava all’estero come agente finanziario. Una figura insospettabile che ha suscitato l’interesse investigativo poiché formalmente privo di redditi dichiarati, ma con un elevatissimo tenore di vita.

    Infatti, benché senza alcun impiego in Italia, disponeva di un patrimonio personale di rilevantissima entità: immobili di valore, vetture di lusso, partecipazioni societarie e una residenza esclusiva a Siracusa, comprensiva di piscina e arredi costosissimi. Nonostante tale ricchezza, l’uomo non avrebbe mai presentato la dichiarazione dei redditi, né in Italia né all’estero, risultando completamente sconosciuto all’erario.

    Il suo stile di vita era finanziato tramite fondi depositati su conti correnti esteri, ai quali erano collegate carte di credito utilizzate in Italia per le spese quotidiane e, soprattutto, per l’acquisto di beni di eccezionale pregio. Durante la verifica fiscale, l’analisi dei dispositivi informatici in uso all’indagato ha permesso di rinvenire un’ingente mole di informazioni: corrispondenza elettronica con i clienti, nonché migliaia di file, tra cui numerosi contratti di intermediazione finanziaria redatti in lingua inglese.

    Per ricostruire in modo dettagliato l’origine e l’entità dei redditi occultati, si è rivelato fondamentale l’intervento di militari specializzati in informatica forense, disciplina che consente di analizzare dati digitali ingegnosamente nascosti su tablet e cellulari che diventano poi prove determinanti in ambito giudiziario. La traduzione e l’analisi dei documenti hanno fatto emergere l’esistenza di un sistema abilmente organizzato, incentrato su una società formalmente registrata a Londra e intestata allo stesso indagato. Tale società operava come intermediario tra imprese con sede in Paesi stranieri, spesso caratterizzate da un elevato rischio di insolvenza e per questo escluse dai normali circuiti creditizi.

    Temendo di non ricevere quanto dovuto ovvero di non disporre della merce venduta da tali imprese, i relativi clienti si avvalevano della mediazione della società londinese, che garantiva il buon esito delle operazioni commerciali, assicurando sia l’incasso sia la regolare conclusione della transazione. La società londinese, a sua volta, per fornire le dovute garanzie si rivolgeva a istituti di credito siti in diversi Paesi, presentando falsi estratti conto che attestavano la disponibilità di somme elevate. In questo modo l’indagato, facendo anche leva sulla sua notorietà, induceva le banche a credere di avere fondi sufficienti, convincendole ad anticipare il pagamento della merce al cliente.

    Nel corso degli accertamenti è inoltre emerso che la società londinese, priva di una sede operativa, di fatto era un’entità di comodo, costituita con la sola finalità di celare l’identità del reale beneficiario delle provvigioni: l’agente finanziario e stuntman siciliano. A fronte di tali evidenze, l’analisi approfondita delle movimentazioni bancarie ha permesso di accertare che, nell’arco di un decennio, il soggetto ha percepito redditi – prevalentemente riconducibili a provvigioni – per un ammontare complessivo superiore a 60 milioni di euro, omettendone sistematicamente la dichiarazione all’Amministrazione finanziaria e sottraendosi, conseguentemente, al versamento di imposte per circa 26 milioni di euro.

    Per eludere i controlli delle autorità fiscali straniere e non destare alcun sospetto, i flussi di denaro (estero su estero) venivano “mascherati”. I soggetti pagatori ricevevano istruzioni precise per indicare nelle causali dei bonifici la dicitura “prestito personale”, così da far apparire le somme come trasferimenti tra soggetti privati e non come corrispettivi per servizi professionali. Ciò rendeva molto più difficile ricondurre i versamenti a un’attività economica reale.

    La Procura ha contestato all’indagato il reato di omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali, procedendo, altresì, all’acquisizione della documentazione bancaria anche estera mediante l’attivazione di rogatorie internazionali indirizzate a Paesi extra-UE, con l’obiettivo di ricostruire l’ammontare complessivo dei redditi ovunque prodotti e delle movimentazioni finanziarie a lui riferibili.

    A tutela – seppur parziale e in fase iniziale – del credito vantato dall’Erario e su disposizione del Tribunale di Siracusa, le Fiamme Gialle hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo avente a oggetto l’intero compendio patrimoniale dell’indagato presente sul territorio nazionale, comprendente una villa con piscina, una Porsche Taycan di circa 200.000 euro e disponibilità finanziarie su conti correnti. Il valore complessivo dei beni sequestrati risulta al momento superiore a 1,5 milioni di euro.

  • Misilmeri, Caterina Alfarone e la tesina sull’Arma dei Carabinieri all’esame di terza media

    Misilmeri, Caterina Alfarone e la tesina sull’Arma dei Carabinieri all’esame di terza media

    Caterina Alfarone studentessa dell’istituto comprensivo Guastella-Landolina di Misilmeri, ha voluto dedicare il proprio elaborato finale di terza media all’arma dei Carabinieri. La tesina ha intrecciato le diverse materie scolastiche con le competenze dei reparti specializzati dell’arma, inserendo cenni storici sull’istituzione del corpo dei carabinieri reali e sul contesto storico di riferimento.

    Con sincera passione e forte senso civico, la studentessa ha saputo trasmettere i valori di legalità, rispetto, giustizia e coraggio, ricevendo l’apprezzamento unanime della commissione d’esame e il profondo orgoglio della sua famiglia, in particolare del padre,
    carabiniere in servizio a Misilmeri.

    La studentessa è stata ricevuta dal comandante della compagnia di Misilmeri, Capitano Alessandro Baule, che ha ascoltato con interesse il racconto del progetto e si è complimentato per il lavoro svolto.

  • Auto bruciata, chiusa la strada per Altofonte

    Auto bruciata, chiusa la strada per Altofonte

    Un’auto in fiamme ha danneggiato una presa del gas in via Villagrazia e ha fatto scattare l’immediata operatività delle squadre del pronto intervento di AMG Energia Spa.

    La presa, una derivazione di utenza in bassa pressione che si trova in via Villagrazia 435, è stata subito messa in sicurezza e nel corso della mattinata verrà ripristinata. La strada che collega la città con Altofonte, per ragioni di sicurezza, è stata chiusa temporaneamente al transito.

    La società partecipata del Comune, che si occupa della rete cittadina di distribuzione metano e di pubblica illuminazione, ha ricevuto intorno alle 4.15 di stamattina la segnalazione del problema da parte dei vigili del fuoco. In modo tempestivo, gli operatori del pronto intervento arrivati in via Villagrazia hanno messo in sicurezza la presa gas sospendendo l’erogazione ad una sola abitazione servita. In mattinata, con l’ausilio dell’impresa che supporta AMG Energia nello svolgimento dei lavori sulla rete gas, inizierà l’intervento di ripristino della colonnina.

    La società ricorda che per segnalare problemi o guasti alla rete di distribuzione gas è attivo, 24 ore su 24, il numero verde 800136136.

  • Siciliano all’ergastolo in Germania: spunta in giardino la testa del genero decapitato 17 anni fa

    Siciliano all’ergastolo in Germania: spunta in giardino la testa del genero decapitato 17 anni fa

    E’ stata trovata la testa del cadavere decapitato trovato il 21 febbraio 2008 in un cartone lungo l’autostrada del Brennero, nei pressi di Chiusa. Il corpo per 17 anni era rimasto senza nome e solo recentemente la Procura di Bolzano ha comunicato la soluzione del cold case: autore del delitto, avvenuto in Germania, il suocero della vittima, Alfonso Porpora, di origini siciliane.

    Ora il nuovo proprietario della casa dove un tempo abitava Porpora, a Sontheim an der Brenz, in Germania, scrive la stampa locale, ha trovato un cranio in giardino sotto delle lastre di cemento. Per avere l’assoluta certezza bisognerà comunque attendere gli esiti dell’esame del dna. Il 61enne Alfonso Porpora, soprannominato dalla stampa tedesca il ‘padre-killer di Sontheim’, è stato riconosciuto autore di ben tre omicidi, tutti con la stessa atroce dinamica: prima strangolava le vittime e poi le smembrava nascondendone i resti.

    Due di loro erano compagni della figlia e per quei delitti sta scontando l’ergastolo nelle carceri tedesche. I resti trovati sulla A22, hanno ricostruito gli inquirenti, sono infatti quelli di Mustafa Sahin, 20 anni, cittadino tedesco di origini turche, genero di Porpora. Il giovane viveva a Sontheim an der Brenz con la figlia e i due piccoli figli. Porpora, stando sempre alla stampa locale, aveva costretto il giovane a sposare la figlia quando lei rimase incinta, ma non avrebbe mai accettato il genero. Il delitto è avvenuto il 13 febbraio 2008, ma è stato scoperto tanti anni dopo. Il padre aveva infatti costretto la figlia a dire agli inquirenti che Mustafa si era allontanato volontariamente.

    Porpora non ha rivelato il movente né ha ammesso per anni di aver tagliato la testa del genero fino a quando, già in carcere a Ellwangen per gli altri due omicidi, ha confessato. Ha raccontato di aver caricato il corpo in auto e di averlo abbandonato in Italia, tra Roma e Napoli. In realtà si era sbarazzato del grosso cartone lungo l’autostrada del Brennero, in Alto Adige. Il secondo delitto è stato invece compiuto nel 2014. La vittima è stata un altro compagno della figlia. Marco, questo il suo nome, è stato portato in garage da Porpora e dai suoi due figli, dove è stato strangolato, come Mustafa.
    Dopo aver nascosto il cadavere in un congelatore, fu smembrato con una motosega e i resti portati fino in Sicilia e nascosti un bosco nei pressi di Enna. Infine, nel 2018, l’uomo uccise anche il proprietario del garage che aveva preso in affitto. Prima del delitto Porpora e i due figli l’avevano legato per estorcergli la firma su diversi contratti.

    I figli stanno scontando 9 e 15 anni di carcere, mentre il padre è stato condannato all’ergastolo. Solo dopo la confessione in carcere, la polizia del Baden-Württenberg ha capito che il corpo di Sahin poteva essere quello, ancora senza identità, ritrovato anni prima in Alto Adige. A quel punto, ha contattato la Procura e la Squadra mobile della Questura di Bolzano, facendosi inviare le foto del cadavere: è stata la moglie, figlia di Porpora, a riconoscerlo dalle mani e dai vestiti. La comparazione con il dna dei due figli e dei genitori ha dato la conferma definitiva. Ora, appena arriverà la conferma del dna sul cranio, il caso, tremendo quanto assurdo, potrà definitivamente essere chiuso