Categoria: Ambiente

  • Favignana in festa: le tre tartarughe salvate dalla plastica tornano a nuotare libere

    Favignana in festa: le tre tartarughe salvate dalla plastica tornano a nuotare libere

    Erano state salvate dai Carabinieri nel tratto di mare tra Marettimo e Favignana lo scorso giugno.
    Tre esemplari di tartaruga della specie protetta Caretta Caretta, trovate in evidente stato difficoltà in quanto incapaci di immergersi per la verosimile ingestione di plastica, erano state salvate dai militari del battello CC 405 di stanza nell’isola maggiore e affidate alle cure del personale veterinario specializzato dell’Area Marina Protetta del Comune delle Egadi.

    Questa mattina, dopo un ciclo di cure naturali, presso il Centro Provinciale di Recupero per tartarughe marine dell’Area Marina Protetta Isole Egadi, che ha consentito l’espulsione delle plastiche ingerite riportandole in piena salute, le quattro tartarughe sono state rilasciate in mare.

    Alla liberazione, avvenuta a Favignana in località Punta Sottile, i Carabinieri Forestali del Centro Anticrimine Natura di Palermo “distaccamento Cites di Trapani”, personale dell’Area Marina Protetta e Carabinieri della Stazione di Favignana, hanno provveduto alla liberazione alla quale hanno assistito emozionati un centinaio di turisti.

  • In fin di vita per aver ingoiato plastica: l’intervento decisivo dei Carabinieri per 4 Caretta Caretta nel mare di Favignana

    In fin di vita per aver ingoiato plastica: l’intervento decisivo dei Carabinieri per 4 Caretta Caretta nel mare di Favignana

    Nel corso di un servizio di pattugliamento nel tratto di mare tra Marettimo e Favignana, i militari del battello CC di stanza nell’isola maggiore e il Comandante del locale Stazione Carabinieri, nonostante la scarsa visibilità per la fitta nebbia, hanno avvistato 4 esemplari di tartaruga della specie protetta Caretta Caretta in evidente stato difficoltà, in quanto incapaci di immergersi per la verosimile ingestione di plastica.

    I militari, imbarcate le tartarughe sul battello, le trasportavano a Favignana, affidandole alle cure del personale
    veterinario specializzato dell’Area Marina Protetta del Comune delle Egadi. Dopo la visita e la pesatura, i rettili venivano sottoposti a cura naturale che consentiva l’espulsione delle plastiche ingerite. Tornate in buona salute, le tartarughe verranno restituite al loro habitat naturale.

  • Avvistati cuccioli di squalo nelle spiagge del Palermitano, allerta dei pescatori

    Avvistati cuccioli di squalo nelle spiagge del Palermitano, allerta dei pescatori

    Le acque cristalline di Porticello, pittoresco borgo marinaro in provincia di Palermo, teatro di un avvistamento insolito: giovani esemplari di squalo sono stati segnalati dai pescatori locali, sollevando interrogativi sul futuro del nostro mare. Un evento che, secondo gli esperti, è direttamente collegato al riscaldamento globale e al conseguente cambiamento dell’ecosistema marino.

    L’aumento della temperatura del Mediterraneo sta trasformando radicalmente l’habitat marino, attirando specie provenienti da acque più calde e modificando gli equilibri consolidati. Giovanni Lo Coco, presidente dell’associazione “PrinciPesca”, spiega come l’acqua più calda favorisca la migrazione di specie non autoctone, tra cui gli squali, verso le coste siciliane. Un fenomeno destinato ad intensificarsi, con conseguenze ancora difficili da prevedere.

    La scoperta è avvenuta durante le consuete battute di pesca: giovani squali sono stati rinvenuti nelle reti o avvistati a breve distanza dalla costa, un evento inusuale per queste acque. Sebbene non si siano registrati episodi di pericolo per i bagnanti, la presenza di questi predatori suscita comprensibile preoccupazione e richiede un’attenta valutazione dei rischi.

    Gli esperti invitano alla calma, sottolineando l’importanza di un approccio scientifico al fenomeno. Monitorare la presenza degli squali, studiarne il comportamento e l’impatto sull’ecosistema locale sono passi fondamentali per comprendere appieno la portata di questo cambiamento e adottare le misure più appropriate. Le autorità marittime sono già state informate e potrebbero avviare specifici programmi di ricerca.

    Il Mediterraneo sta cambiando, e con esso le specie che lo popolano. Imparare a convivere con nuove presenze marine, come gli squali, è la sfida che ci attende. “Dobbiamo adattarci ai cambiamenti – afferma Lo Coco – ma servono anche regole chiare e campagne di informazione per garantire la sicurezza di tutti”.

    L’associazione “PrinciPesca” raccomanda prudenza a bagnanti e diportisti, invitandoli a segnalare tempestivamente alle autorità competenti qualsiasi avvistamento di squali. La collaborazione tra cittadini e istituzioni è cruciale per monitorare la situazione e garantire la sicurezza nelle nostre acque.

  • Mai visto prima, il pesce porco che grugnisce sbarca in Sicilia

    Mai visto prima, il pesce porco che grugnisce sbarca in Sicilia

    Un esemplare di squalo angolato, del peso di quasi quattro chilogrammi, è stato recentemente rinvenuto senza vita nelle acque antistanti Castellammare del Golfo. L’animale, una volta recuperato da alcuni pescatori, è stato consegnato al laboratorio locale del CNR per le analisi scientifiche del caso.

    L’esemplare identificato è una femmina di *Oxynotus centrina*, una specie di squalo comunemente nota con il soprannome di “pesce porco”. Questo appellativo singolare deriva dalla sua capacità di emettere un suono simile a un grugnito. Gli esperti hanno confermato che lo squalo era già deceduto da tempo prima di essere portato a riva.

    Lo squalo angolato è una specie considerata a rischio di estinzione. Si tratta di un animale assolutamente innocuo per l’essere umano, la cui dieta si basa principalmente su molluschi e pesci di piccole dimensioni. Una delle sue caratteristiche più distintive è la pinna dorsale allungata, che ne facilita il riconoscimento. Normalmente, questi squali possono raggiungere una lunghezza massima di un metro e mezzo.

    Diffuso prevalentemente nell’Oceano Atlantico e lungo le coste dell’Africa occidentale, lo squalo angolato sta progressivamente modificando il proprio areale. A causa dell’innalzamento delle temperature marine, questa specie, che predilige vivere a profondità comprese tra i 100 e i 700 metri, si sta spingendo sempre più verso le coste del Mediterraneo, come dimostra questo recente ritrovamento.

  • Vergine Maria torna balneabile, come Palermo riconquista il suo mare

    Vergine Maria torna balneabile, come Palermo riconquista il suo mare

    Una lieta notizia per i bagnanti palermitani ora che l’estate è dietro l’angolo: la spiaggetta di Vergine Maria torna balneabile e Palermo riconquista un pezzo del suo litorale nonostante una buona parte sia ancora off limits ai bagni.

    Una bella notizia riguarda però la spiaggia che si affaccia sulla borgata di Vergine Maria a Palermo in cui da adesso si può fare il bagno. Dopo tanti anni è venuto meno il divieto per la presenza di sostanze inquinanti e pericolose per la salute. Un dato che anche il Portale Acque del ministero della Salute, già nella scorsa estate, in seguito ai campionamenti che rilevano eventuali criticità, indicava per quell’area di qualità “eccellente”.

    «I campionamenti eseguiti a Vergine Maria, per il secondo anno di seguito, indicano una buona qualità delle acque, con la conseguente esclusione del tratto di costa dall’ordinanza delle aree non balneabili. Per questo motivo ieri abbiamo inviato ad Amat una nota per chiedere la sostituzione dei cartelli di “divieto di balneazione”, presenti in loco negli anni scorsi, con quelli di “punto di osservazione”, in attesa di completare l’iter triennale di verifica. Passaggio, questo, che lascia ben sperare: lo scorso anno, infatti, a Sferracavallo, grazie allo stesso lavoro che abbiamo messo in atto a Vergine Maria contro gli allacci abusivi, ci siamo guadagnati la balneabilità di quel prezioso tratto di mare». Lo dichiara l’assessore comunale con delega all’Igiene Fabrizio Ferrandelli.

    Non è tutto oro però quello che luccica. Se i palermitano riusciranno a fare il bagno a Vergine Maria, la stessa cosa non si può dire per altri chilometri di spiaggia. Sono infatti cinque i tratti di costa in cui non sarà possibile fare il bagno: si tratta di 250 metri su via Barcarello, 100 metri a ovest dello sbocco del ferro di cavallo a Mondello, 3.700 metri dalla fine del porto di Sant’Erasmo all’inizio del porto della Bandita, 2.500 metri dalla fine del porto della Bandita al Lido Olimpo e lo stesso lido Olimpo con i suoi 760 metri.

  • L’hanno chiusa di nuovo, da oggi è vietato entrare

    L’hanno chiusa di nuovo, da oggi è vietato entrare

    Un fulmine a ciel sereno scuote il turismo siciliano: la Scala dei Turchi, iconica scogliera bianca di Realmonte (AG), è di nuovo inaccessibile ai visitatori. Una recente ordinanza del Commissario straordinario, subentrato dopo la sfiducia al sindaco Sabrina Lattuca lo scorso marzo, ha disposto la chiusura dell’area, ripristinando le recinzioni.

    La decisione arriva dopo un periodo di apertura controllata, frutto dell’impegno dell’ex sindaco Lattuca e dell’associazione ambientalista Mareamico. Il sistema a pagamento, introdotto per regolamentare l’afflusso turistico e finanziare la gestione del sito, sembrava promettere un futuro roseo per la Scala dei Turchi, con la creazione di una Fondazione e nuove opportunità lavorative per i giovani del territorio.

    L’associazione Mareamico ha espresso forte preoccupazione per la chiusura, definendo la sfiducia al sindaco un’”avventata decisione” che rappresenta un danno per Realmonte e l’intera provincia di Agrigento. L’ordinanza, tuttavia, lascia uno spiraglio aperto, assicurando che la fruizione del sito sarà garantita attraverso future disposizioni, con l’obiettivo di regolamentare e controllare gli accessi. Resta da capire come e quando queste disposizioni saranno attuate, gettando un’ombra di incertezza sull’estate ormai alle porte.

    La Scala dei Turchi, così chiamata per le sue caratteristiche forme a gradoni che ricordano una scalinata, deve il suo nome alle antiche incursioni dei pirati saraceni, spesso identificati genericamente come “Turchi”. Come narrato anche da Alberto Angela in un recente documentario Rai, questi pirati trovavano riparo dalle intemperie nelle insenature protette ai piedi della scogliera.

    La sua bellezza, amplificata dalla popolarità dei romanzi di Andrea Camilleri che ambientano la vicina Vigata (Porto Empedocle) proprio in questi luoghi, ha reso la Scala dei Turchi una meta turistica ambita. La candida marna, nota come “Trubi”, scolpita dal vento e dal mare in forme sinuose e arrotondate, crea un paesaggio unico, incastonato tra due spiagge di sabbia finissima. L’auspicio è che la situazione si sblocchi rapidamente, permettendo a turisti e residenti di tornare ad ammirare questo tesoro naturale.

  • Bagni vietati in Sicilia: scopri le zone a rischio inquinamento

    Bagni vietati in Sicilia: scopri le zone a rischio inquinamento

    Dal primo maggio al 31 ottobre, la Sicilia apre ufficialmente la sua stagione balneare. Lidi e stabilimenti sono autorizzati ad accogliere i bagnanti, ma con alcune importanti restrizioni. La Regione ha emanato un decreto che impone ai sindaci l’obbligo di individuare e segnalare i tratti di costa interdetti alla balneazione. Questi divieti sono essenziali per tutelare la salute pubblica e garantire la sicurezza dei bagnanti, e riguardano principalmente aree inquinate o zone pericolose come porti e foci dei fiumi.

    Numerosi i divieti di balneazione lungo le coste siciliane

    L’elenco delle aree interdette alla balneazione è considerevole e tocca diverse località costiere siciliane. A Palermo, i divieti riguardano tratti significativi di Mondello, in particolare l’area nei pressi del cosiddetto “ferro di cavallo” e una zona di 250 metri a Barcarello. Interdetto anche il litorale che si estende dal molo Sant’Erasmo al porto della Bandita, compreso il Lido Olimpo. A Ficarazzi, il divieto interessa la zona del Solarium, mentre a Bagheria sono vietati i bagni nella spiaggia Sarello e a Prime Rocche. Ad Altavilla Milicia, stop alla balneazione nel litorale della Bruca e a San Michele. A Santa Flavia, alcuni tratti di Sant’Elia e Fondachello sono interdetti, mentre a Trabia vaste aree in prossimità dello svincolo autostradale risultano inquinate.

    Monitoraggio costante delle acque per eventuali modifiche ai divieti

    L’Assessorato alla Sanità regionale ha disposto un monitoraggio costante della qualità delle acque nelle aree interessate dai divieti. Questo significa che la situazione potrebbe evolvere nel corso della stagione balneare, con la possibilità di revoca o estensione dei divieti a seconda dei risultati delle analisi. Tra le altre zone del Palermitano soggette a restrizioni, si segnala un piccolo tratto della spiaggia Ciammarita a Trappeto, la spiaggia Playa a Bagheria e la Baia dei Sette Frati a Cefalù.

    Trapani e Agrigento le province con meno divieti

    Dalle analisi condotte dall’Assessorato emerge che la provincia di Trapani è quella con il minor numero di divieti, concentrati perlopiù in aree di scarsa rilevanza. Segue la provincia di Agrigento, anch’essa con pochi divieti prevalentemente in corrispondenza di porti o foci fluviali. Anche nel Messinese i divieti sono limitati e riguardano principalmente le stesse tipologie di aree.

  • Pantelleria festeggia la nascita di Ettore, il primo asino pantesco nato dopo 30 anni

    Pantelleria festeggia la nascita di Ettore, il primo asino pantesco nato dopo 30 anni

    Dopo trent’anni di assenza, un asino pantesco è nato sull’isola di Pantelleria. Il puledro, chiamato Ettore, è nato il 13 febbraio 2025 nel ricovero di Sibà ed è il primo della sua specie a nascere sull’isola in tre decenni. La notizia, diffusa dall’ente Parco nazionale isola di Pantelleria, segna un momento di svolta per il progetto di recupero della razza pantesca, a rischio di estinzione.

    La nascita di Ettore è il risultato di un progetto avviato dal Dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e territoriale Servizio 17 per il territorio di Trapani, guidato da Giuseppe Pace con la collaborazione di Raffaele Falsetta e Rossella Frusteri. Il progetto ha reintrodotto gli asini panteschi sull’isola, ospitandoli in strutture nelle località di Gelfiser e Sibà, dove si è svolta la gestione e la riproduzione degli animali.

    Il Parco Nazionale dell’Isola di Pantelleria prevede di ampliare la presenza degli asini sull’isola con due nuclei distinti: uno dedicato ad attività didattiche ed escursionistiche, e l’altro focalizzato sulla riproduzione della razza. Il Parco si impegna a sostenere il Dipartimento con attività promozionali e ludico/ricreative/educative, coinvolgendo operatori turistici, aziende agricole, guide e associazioni, in linea con il protocollo firmato nel 2021.

    Per celebrare il ritorno degli asini panteschi e i risultati ottenuti, il Parco Nazionale ha in programma una serie di attività formative e promozionali che culmineranno in un grande evento dedicato all’asino pantesco a settembre. L’evento coinvolgerà scuole e visitatori con un ricco programma di iniziative.

  • La Sicilia avrà meno spiagge libere, via alla corsa all’oro dei privati

    La Sicilia avrà meno spiagge libere, via alla corsa all’oro dei privati

    La Regione Sicilia si prepara ad assegnare nuove concessioni balneari per un terzo del suo litorale attualmente libero. Si tratta di un’operazione che potrebbe generare un giro d’affari di centinaia di milioni di euro e che coinvolge 54 comuni dell’isola, dalle rinomate località turistiche come San Vito Lo Capo e Menfi, fino alle incantevoli Isole Eolie. L’assessore al Territorio, Giusi Savarino, come si legge sul Giornale di Sicilia, prevede che le nuove concessioni possano essere assegnate già all’inizio della prossima estate, aprendo la strada a nuovi investimenti e opportunità di sviluppo lungo le coste siciliane.

    La risposta della Regione alla direttiva europea sulle concessioni

    Questa iniziativa rappresenta il primo passo di un piano a lungo termine che si concluderà nel 2027 e che nasce in risposta a una delicata questione sorta quattro anni fa. Durante la precedente legislatura, era stata approvata una proroga trentennale delle concessioni balneari esistenti. Tuttavia, questa decisione è stata bloccata a livello nazionale a seguito di una direttiva europea che obbliga l’Italia a mettere a bando tutte le concessioni entro la fine del 2027. Gli attuali titolari manterranno le loro concessioni per altri due anni e mezzo, ma per tutti gli altri tratti di costa si aprirà la competizione.

    Un’opportunità per valorizzare il 33% di costa libera

    Un’analisi condotta dalla Regione ha rivelato che le concessioni attuali coprono solo il 17% del litorale siciliano. Considerando che la legge impone di lasciare libero il 50% della costa, l’assessore Savarino ha individuato un 33% di litorale disponibile per nuove concessioni. Per accelerare il processo, la Regione ha implementato misure specifiche nella Finanziaria, semplificando la realizzazione e l’approvazione dei Piani di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM) da parte dei comuni.

    Procedure e tempistiche per l’assegnazione delle concessioni

    I primi 31 comuni che hanno completato o stanno per completare l’approvazione dei PUDM potranno bandire le nuove concessioni per periodi che vanno dai 5 ai 20 anni. Tra questi comuni figurano località di grande pregio turistico come Cefalù, Balestrieri, Leni, Malfa, Menfi, Modica, Pollina, San Vito Lo Capo e Santa Flavia. Altri 23 comuni, attualmente in fase di pre-adozione dei piani, potranno assegnare concessioni per una durata massima di 6 anni, tra cui Capaci, Carini, Trappeto, Messina, Milazzo, Patti, Santo Stefano di Camastra, Noto, Ragusa e Trapani. L’assessore Savarino firmerà a breve il decreto con le linee guida per la pubblicazione dei bandi, dando ufficialmente il via alle aste.

    Oltre le nuove concessioni: il futuro delle concessioni brevi

    Oltre alle nuove concessioni a lungo termine, la Regione deve anche gestire le circa 900 concessioni brevi, della durata di 90 giorni, assegnate la scorsa stagione e ora scadute. I comuni che pubblicheranno i bandi per le concessioni a lungo termine potranno decidere se includere anche questi tratti di costa o rinnovare le concessioni brevi.

    La delicata questione degli attuali gestori e le richieste di chiarimento

    La situazione è complessa anche per la necessità di gestire la posizione degli attuali gestori, che dovranno cedere le loro concessioni nel 2027. Questa categoria, tradizionalmente vicina al partito di Fratelli d’Italia, di cui fa parte l’assessore Savarino, attende le decisioni del governo nazionale. Gli attuali gestori potranno partecipare alle nuove gare, anche per tratti di spiaggia vicini a quelli attualmente gestiti. Nel frattempo, le associazioni di categoria hanno chiesto all’assessore Savarino di rallentare il processo e di chiarire alcuni aspetti cruciali, come la gestione delle domande di nuove concessioni o ampliamento presentate negli anni precedenti e mai esaminate, e la questione politica degli attuali gestori.

  • Spettacolare avvistamento nei mari della Sicilia, fotografato il pesce scorpione

    Spettacolare avvistamento nei mari della Sicilia, fotografato il pesce scorpione

    Un istruttore sub ha fotografato un esemplare di Pterois volitans, un pesce scorpione tropicale, nella baia di Mazzarò, a Taormina, mentre dava una lezione a una giovane turista di Vancouver.

    Questa specie che ha attraversato il canale di Suez è stato avvistato diverse volte in acque italiane.

    Pierangelo Catania racconta che a una decina di metri di profondità ha visto un pesce Scorpione e l’ha fotografato con la sua Go-pro. “È un pesce che si trova da poco tempo anche nel Mediterraneo e a Mazzarò altri sub lo avevano, di recente, notato nelle acque della baia. Si tratta di una specie anche commestibile ma le sue ‘piume’, in realtà aculei, sono molto tossiche” dice.